Prostituta in dolce attesa fa arrestare la sua "madam"

Dopo mesi di indagini, testimonianze e pedinamenti, è stato individuato un covo utilizzato da un'organizzazione internazionale per lo sfruttamento della prostituzione.

Partono dall'Africa dopo essere state costrette a subire strani riti magici, poi in un longo viaggio da clandestine, raggiungono l'Italia transitando dalla Libia. Sicilia, Varese e infine Brescia, lavorando da meretrici lungo le strade della provincia per ripagare un debito da 40mila euro contratto per pagare il viaggio. Quella che emerge dall'indagine anti-prostituzione giunta nei giorni scorsi a un importante risultato è una storia risaputa, ma non per questo meno triste. 

A rendere possibile l'avvio dell'indagine - condotta dalla Polizia di Brescia e, nella fase finale, dagli agenti della Polizia locale di Bagnolo Mella - è stata la denuncia sporta da una giovane nigeriana, in dolce attesa ma ugualmente costretta a proseguire la sua attività. Grazie a un'amica della donna, la storia è giunta in Procura. 

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Le indagini hanno permesso di ricostruire il viaggio delle ragazze dall'Africa alla nostra città. La giovane incinta ha vissuto prima in un appartamento di Villaggio Sereno, poi in via Zara, iniziando a lavorare sulle strade di Faverzano, frazione di Offlaga, sulla Lenese (dove tempo fa, per appartarsi con una prostituta in dolce attesa si formavano lunghe code di clienti). Tra i capi dell'organizzazione ci sarebbe una "madam", una protettrice nigeriana, attiva nell'appartamento di Bagnolo Mella utilizzato come base prima dei turni di lavoro in strada. Dalla giovane incinta la donna avrebbe preso circa 13mila euro, a ritmo di 700 auro la settimana, soldi che le prostitute dovevano versare per non rimanere a digiuno. 

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