Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

"Test falsato e la nomina pilotata": lo scandalo che scuote Comune e Polizia locale

Accusati di falso e abuso d’ufficio, sono tre le misure di custodia cautelare per Basma Bouzid, Massimo Cozzo e Giampaolo Brozzi

Basma Bouzid e Cristina Almici

Falso e abuso d’ufficio: sono questi i reati che la Procura di Brescia contesta a Basma Bouzid, comandante della Polizia Locale di Bagnolo Mella, Massimo Cozzo, commissario della Locale di Cazzago San Martino, e Giampaolo Brozzi, segretario comunale e presidente della commissione d’esame che aveva valutato la prova di Bouzid, poi nominata comandante. Sono loro i destinatari delle misure cautelari eseguite in queste ore dai carabinieri di Verolanuova e dagli agenti di Montichiari: obbligo di dimora per Bouzid e Brozzi, arresti domiciliari per Cozzo.

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Prosciolte Cristina Almici e Basma Bouzid

Indagato anche il sindaco Almici

Risultano solamente indagati invece il sindaco di Bagnolo Cristina Almici, anche lei esponente di Fratelli d’Italia così come Bouzid, ex comandante anche a Gargnano, e altri due componenti della commissione d’esame. Il sindaco Almici non ha esitato, fin dall’inizio, a definirsi estranea alla vicenda. L’indagine prosegue ormai da mesi, sull’ipotesi di un concorso che sarebbe stato pilotato per favorire l’assunzione della giovane comandante.

Risposte sbagliate ma corrette da Cozzo?

In particolare sarebbe stato Cozzo addirittura a modificare le risposte date da Bouzid alla prova d’esame, correggendo quelle sbagliate (che si dice fossero ben 9 su 15) così da rendere impeccabile i risultati della prova. Per il giudice delle indagini preliminari, che ha disposto le varie misure cautelari, anche la stessa Bouzid e il presidente della commissione Brozzi sarebbero stati a conoscenza del trucco. Ma l’iniziativa sarebbe stata tutta di Cozzo, componente di quella commissione d’esame: da qui la decisione degli arresti domiciliari.

La vicenda aveva fatto parecchio rumore, fin dall’apertura delle indagini. La comandante Bouzid, non appena indagata, era stata sospesa dall’incarico, ma aveva fatto ricorso al giudice del lavoro, che in attesa di ulteriori sviluppi aveva sentenziato il suo reintegro. Una circostanza che non durerà a lungo: si aspetta una decisione già nelle prossime ore.
 

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