Mumbai: soldi bresciani per l'attentato che uccise 166 persone

Nel 2008 a Mumbai un attentato terroristico uccise 166 persone: gli inquirenti non escludono un'implicazione bresciana per i morti di quella strage, con finanziamenti ai terroristi partiti proprio dalla città

L’atrio della stazione di Chattrapati Shivaji dopo l’attacco terroristico del 2008

Una serie terribile di attentati, e che nel novembre del 2008 uccisero 166 persone. E su di cui penderebbe una pista italiana, o meglio bresciana: parte dei finanziamenti per quegli attacchi – e pure il supporto tecnico – sarebbero partiti da Brescia, dall'agenzia Madina Trading che già nel 2009 era finita sotto i riflettori della Questura, con due pachistani arrestati, padre e figlio.

La notizia rimbalza in tutte le agenzie di stampa nazionali e non. Uno dei terroristi incriminati, tale Firdous Ahmad Shah, avrebbe incassato quasi 500mila dollari di finanziamenti arrivati da Javed Iqbal, in realtà un ignaro prestanome. Quell'Iqbal sarebbe invece il punto di contatto con la società di trasferimento denaro attiva a Brescia.

Con quei soldi la Medina Trading avrebbe permesso l'attivazione dei telefoni Voip utilizzati via web, e con cui i terroristi avrebbero comunicato nel preparare gli attentati di Mumbai, che come detto costarono la vita a quasi 200 persone, con più di 300 feriti. Venne fatto 'saltare' anche un centro commerciale, e vennero colpiti anche il celebre Taj Mahal Hotel e la stazione di Chattrapati Shivaji. Da Brescia sarebbero partiti ben 300 trasferimenti di denaro, molti dei quali poi incassati da Shah, tra i quadri più attivi del commando terrorista che colpì in India.

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