Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Boston, i tre bresciani stanno bene. Maria: «Salva per miracolo»

Mentre si aggrava il bilancio di vittime e feriti, arriva il racconto dei tre atleti bresciani. Maria Vittoria Togni, 46 anni: "Sarei dovuta partire col secondo scaglione, quello colpito dalle bombe"

Maria Vittoria Togni

Ha finito la gara prima delle bombe ma adesso è barricata in albergo e non vede l'ora di scappare. A raccontarlo Maria Vittoria Togni, bresciana e una dei 227 italiani iscritti alla maratona di Boston.

"Sono arrivata in 3 ore 45 minuti, dunque prima delle bombe, ho raccattato le mie cose e me ne sono andata. Non ho visto nulla, ma una mia amica stava facendo il suo miglior tempo ed è arrivata a 500 metri dalla fine quando la polizia l'ha bloccata, e lei implorava, fatemi passare. Non glielo hanno permesso ne ora si sente una miracolata", ha detto la Togni. Anche Maria Vittoria si sente miracolata: sarebbe dovuta partire con il secondo scaglione e in quel caso "sarei finita proprio in mezzo alla tragedia".

Ora i maratoneti italiani, e tuti gli altri venuti da fuori Boston per partecipare alla storica gara sono barricati negli hotel: "Non possiamo neanche uscire a comprare da mangiare", ha detto la Togni: "Non vedo l'ora di andarmene da qui".

Tra i bresciani che hanno partecipato alla maratona dell'orrore c'erano anche Federico Pozzi, 54 anni, che si è dovuto fermare al 40esimo km dopo l'interruzione seguita agli attentati, e il 50enne Giovanni Benedusi che, grazie a un fortunato caso del destino, è dovuto restare in albergo a causa della febbre. Con lui la moglie e la figlia, anch'esse rimaste illese. Appena saputo dell'attentato, ha subito chiamato il figlio rimasto a casa: "Stiamo tutti bene".

Intanto, si aggrava il bilancio della tragedia, che parla di tre vittime, tra cui un bambino di 8 anni, e oltre 140 feriti, di cui almeno 19 gravi. Oltre 10 le amputazioni. Nessuna pista viene esclusa. Così come affermato da Barack Obama, non si conosce ancora la matrice dell'attentato: se esterna, legata al fondamentalismo islamico, o interna, legata ad estremisti come quelli che il 19 aprile del 1995 fecero saltare in aria un edificio federale ad Oklahoma City, provocando 168 morti e 680 feriti.

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