Operai come schiavi: pagati 2 euro per lavorare più di 12 ore al giorno

Lavoravano fino a 12 ore al giorno, senza pausa: operai come schiavi in un laboratorio di Asola. Arrestati i proprietari: marito e moglie, entrambi cinesi

Questa volta i lavoratori avevano un contratto, oltre che un permesso di soggiorno in regola: ma era solo un'apparenza, un depistaggio in caso di controlli sommari, che invece sono stati ben approfonditi. Tanto da smascherare l'ennesimo caso di sfruttamento e caporalato nella pianura lombarda: due gli imprenditori in manette, marito e moglie entrambi di nazionalità cinese, e denunciato anche il cognato, cui sono state riconosciute alcune responsabilità della gestione della fabbrica.

Operai al lavoro, pagati 2 euro l'ora

Si tratta di un laboratorio tessile in territorio di Asola, nell'Alto Mantovano, in cui ci lavoravano otto operai, come detto regolari in Italia e con una sorta di contratto capestro: nella realtà infatti lavoravano fino a 12 ore al giorno, pagati poco più di 2 euro l'ora. Insomma, turni massacranti per una paga da miseria.

Nel laboratorio si producevano calze: a seguito del blitz dei carabinieri, con la collaborazione delle stazioni di Asola, Gazoldo degli Ippoliti, Guidizzolo e Marmirolo e del Nil, Nucleo ispettorato del lavoro, sono stati sequestrati macchinari e materiale per oltre 100mila euro. In manette un uomo di 46 anni e la moglie di 40: solo denunciato invece il cognato, anche lui 46enne. 

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L'ennesimo caso nella pianura lombarda

Sono tutti e tre accusati di caporalato, dunque intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. I due arrestati sono stati processati per direttissima. E' l'ennesimo caso di sfruttamento che emerge nei territori del tessile lombardo, dove spesso si chiude un occhio pur di continuare a produrre. Ne sono stati sequestrati diversi, negli ultimi mesi: merito della task force, coordinata dalla Prefettura, che vede i carabinieri impegnati in prima linea da tempo, in collaborazione con la Polizia locale e gli enti competenti.

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