Asfalto sul porfido di corso Magenta: in molti gridano allo scempio

Cominciati lunedì scorso e finiti in tempi da record, i lavori d'asfaltatura di un tratto di corso Magenta hanno scatenato la polemica che divampa nei bar, come sui social e a palazzo Loggia

Il "confine" tra porfido e asfalto in corso Magenta - Copyright © Bresciatoday.it

Una colata d’asfalto è “piovuta” su corso Magenta dallo scorso lunedì. Un manto di bitume che ha nascosto e sostituito l’usurato porfido, dando il via a una catena infinita di polemiche che hanno attraversato i social network fino ad arrivare nelle stanze di palazzo Loggia. 

I lavori hanno interessato il tratto che va dal Conservatorio a piazzale Arnaldo, e si sono conclusi in tempi da record.
Già giovedì mattina la colata di asfalto risplendeva sotto i raggi del sole, togliendo il respiro alla pavimentazione in porfido, ai residenti e ai commercianti che si sono svegliati con il poco gradevole odore di bitume appena posato.

Ai tavolini del bar Magenta, che si trova esattamente sul confine tra il tratto rimasto in porfido e quello asfaltato, non si parla d’altro. Un punto mette d’accordo tutti: il restauro del manto stradale era indispensabile, perché era pieno di buche pericolose per auto e pedoni. Ma ai più la colata di asfalto non è parsa la soluzione migliore al problema. Da un punto di vista estetico, il colpo d’occhio è effettivamente terrificante.

L’assessore ai lavori pubblici Valter Muchetti fa sapere che l’intervento era necessario e che non c’era altra soluzione, se non quella di asfaltare. Una scelta obbligata dalla mancanza di fondi, ma che potrebbe rivelarsi, alla fine, poco conveniente e costringere a nuovi interventi.

“Sicuramente fa piacere che non ci siano più quelle buche pericolose - spiega il titolare del bar Magenta - è una soluzione accettabile, ma non so quanto sia definitiva. Semplicemente è stato buttato del cemento sopra il porfido, io non sono un tecnico, ma, secondo me, con le prime piogge autunnali si ripresenterà il solito problema delle buche. Ha tutta l’aria di essere un rattoppo e l’ennesima spesa inutile. Ricordo che pochi anni fa è stato rifatto il tratto che va dall’incrocio con via Agostino Galli alla Coin, sistemando il porfido e da allora non ci sono stati problemi. Certo costerà molto di più che asfaltare, ma sarebbe una soluzione definitiva.”

Nadia, che ha lo studio in corso Magenta dal ’76, grida allo scempio: “Io darei l’ergastolo a chi ha avuto questa idea, è una vergogna. A noi cittadini rompono le scatole per le ristrutturazioni interne dei palazzi e poi loro buttano l’asfalto come se nulla fosse. Hanno rovinato un corso che dovrebbe essere un fiore all’occhiello per Brescia. Al posto di valorizzare la pavimentazione storica hanno buttato del cemento, come se fossimo a New York”.

Anche Nicola Gallizioli e Mattia Margaroli, capigruppo di Lega Nord e Forza Italia in Loggia, la pensano come Nadia. In una nota stampa hanno fatto sapere: “Visto che Brescia ha l’ambizione di diventare una città turistica, è assurdo che che il sindaco e la sua Giunta procedono a trasformare una via così importante, fino ad oggi lastricata in porfido, in un ammasso di bitume”. La querelle è tutt’altro che chiusa: Margaroli e Gallizioli annunciano, infatti, un’interrogazione per chiedere al sindaco se la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici sia stata informata.  

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