menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Il confine tra porfido e asfalto in Corso Magenta - Copyright © BresciaToday

Il confine tra porfido e asfalto in Corso Magenta - Copyright © BresciaToday

Asfalto sul porfido di corso Magenta, non c'è l'ok della Soprintendenza

Palazzo Loggia non ha chiesto l'autorizzazione alla Soprintendenza prima di asfaltare il tratto di porfido di corso Magenta. Il parere sarebbe stato negativo.

Non si smorza la polemica sull’asfaltatura del tratto iniziale di Corso Magenta. Nei giorni scorsi residenti e commercianti della storica via centrale di Brescia e i capigruppo di Forza Italia e Lega Nord in Loggia avevano gridato allo scempio, chiedendosi, anche, se la Soprintendenza per i beni architettonici paesaggistici fosse stata informata.

La risposta al quesito è arrivata ed è negativa. Tuttavia, il parere era obbligatorio. A stabilirlo è il decreto legge 42 del 2004, articolo 10, comma 4, lettera g: “sono oggetto di tutela e da considerarsi beni culturali le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico”.

A ricordare tale articolo è Marco Fasser. Secondo il funzionario della Soprintendenza responsabile della città, il Comune avrebbe agito illegittimamente, perché prima di intervenire per cambiare l’assetto di un bene tutelato andrebbe chiesto un parere all'organo ministeriale, che nel caso in questione avrebbe risposto in maniera negativa.  La ragione? Il comportamento della Loggia non tiene conto del valore storico e artistico del corso. 

Il funzionario ricorda anche che il porfido sommerso dal cemento era stato rifatto solo un anno fa da A2A, dopo interventi di posa di nuovi tubi per i sottoservizi.  "Se il porfido ha tenuto per così poco tempo significa che il lavoro non era stato fatto a regola d'arte- spiega Fasser- e quindi se ne doveva chiedere conto all'azienda di via Lamarmora. È a lei che tocca ripristinarlo”. 

Da Palazzo Loggia fanno sapere che l’asfaltatura era necessaria per ragioni di sicurezza, che è temporanea e non danneggia il porfido sottostante. 

Ma, anche, su questo punto Fasser non è d’accordo. Secondo il funzionario, il bitume, appiccicandosi ai cubetti, rovina in maniera definitiva il porfido. 

Mobilitata l’intera cittadinanza. Tramite Facebook, qualcuno si si è offerto di regalare il marmo di Botticino alla Loggia per la sistemazione del manto. Soluzione che non sarebbe praticabile. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Cultura

    Giornate FAI di Primavera 15 e 16 maggio 2021

  • Concerti

    Brescia: Omar Pedrini alla Latteria Molloy

  • Attualità

    Brescia vince il premio "Città italiana dei giovani 2021"

Torna su

Canali

BresciaToday è in caricamento