Cronaca Via Giovanni XXIII

Artogne, tragedia sfiorata: mamma e figlio intossicati dalla caldaia

Mamma e figlio di 49 e 22 anni rischiano la vita per un'intossicazione da monossido di carbonio e gas metano: una caldaia malfunzionante in un'abitazione di Artogne, in Valcamonica. Salvati appena in tempo

Sarebbe stato un improvviso malfunzionamento della caldaia, la causa scatenante l’intossicazione da monossido di carbonio e gas metano che - nella mattinata di martedì - sarebbe potuta costare la vita a due residenti di Artogne, in una palazzina di Via Giovanni XXIII.

Vittime di una tragedia davvero sfiorata madre e figlio, di 49 e 22 anni: la caldaia avrebbe cominciato ad emettere i gas killer fin dalla tarda mattinata, ma solo nel pomeriggio sarebbe poi stato lanciato l’allarme. Ad accorgersi che qualcosa non andava i parenti che abitano lungo la stessa via.

Un forte odore proveniva dal primo piano della casa dei due intossicati: la caldaia a metano era già andata in corto circuito, tutto lo stabile era già stato invaso dal monossido. Salvati appena in tempo, dai Vigili del Fuoco e da due ambulanze inviate dalla centrale operativa del 118.

Mamma e figlio sono stati accompagnati in ospedale, al limite dell’avvelenamento, salvati in extremis da volontari e operatori: la donna è stata subito portata alla clinica "Città di Brescia" per una trattamento in camera iperbarica, mentre il ragazzo è stato ricoverato a Esine. Ci sono volute poi ancora un paio d’ore per rimettere in sicurezza la casa: sul posto anche i Carabinieri, per i rilievi.

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