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Cronaca Corso Magenta

Accusata di traffico di esseri umani, lei dice di non saperne nulla

Trafficante di ragazze dal Brasile, impiegate come prostitute, o innocente? Nell’attesa di sapere qualcosa di certo, una 35enne è dietro le sbarre a Verziano.

Al momento della notifica dell’arresto è prima caduta dalle nuvole, poi è svenuta, e in carcere è stata male una seconda volta. Si è trattato di un “San Faustino” decisamente drammatico per una brasiliana di 35 anni residente in Italia dal 2015, immigrata clandestina (in attesa del permesso di soggiorno), sposata con un connazionale regolarmente immigrato. Pesantissime le accuse: traffico internazionale di esseri umani finalizzato allo sfruttamento della prostituzione. 

Gli agenti della Questura hanno notificato l’arresto nella mattinata di mercoledì, giornata dei patroni, direttamente alla porta di casa della brasiliana in corso Magenta. Il provvedimento era in arrivo dal Tribunale di Cearà, uno stato nel Brasile settentrionale. Proprio questo è uno degli elementi che, a detta del legale della 35enne (che ha la fedina penale pulita), sarebbero quantomeno strani: la donna, originaria di Bahia, nel sud del Brasile, dice di non essersi mai recata nello stato di Cearà, nemmeno in vacanza.  
 
Alla vista degli agenti la donna ha pensato a problemi legati alla sua condizione di immigrata irregolare, non certo ad altro. Con la giustizia italiana però non c’è nulla. L’ipotesi più accreditata secondo Luca Nobili - l’avvocato che la difende, intervistato sul Giornale di Brescia dove è riportata la notizia - è che si tratti di uno scambio di persona, un furto di identità o un più banale caso di omonimia.  

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