“Non sono un terrorista dell’Isis, ma un vigile urbano di Raqqa”

Foto di repertorio

“Siamo contro l’Isis e siamo pronti a dirlo anche in tv se necessario”. Alali Alhussein Ahrad Faowaz, 30 anni, e il 19enne Hazem Mejham Al Liassan Alhamed, fermati la scorsa settimana all’aeroporto di orio al Serio mentre cercavano di imbarcarsi con documenti falsi, si sono difesi in tribunale dall’accusa di appartenenza all’Isis. A riportare le loro parole è L’Eco di Bergamo oggi in edicola.

Nel corso del processo per direttissima celebrato nella giornata di giovedì, il più giovane avrebbe dichiarato di odiare lo Stato Islamico: “Mio fratello era un soldato ed è rimasto ucciso - si legge ancora sul quotidiano -. Come potrei sposare la causa che è stata all’origine della sua morte, che ha causato un così grande dolore a me e a mia madre?”.

L’amico 30enne ha invece giustificato la foto che lo ritrae con in mano una pistola, sostenendo che stava indossando la divisa di vigili urbano con tanto di arma d'ordinanza. Con l’arrivo dei miliziani a Raqqa, ha raccontato, "per tutti è stato necessario iscriversi a delle  liste per poter lavorare". Lui aveva trovato posto proprio come vigile urbano, col compito di presidiare un incrocio stradale.

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