Rapine, coltellate, auto rubate: arrestati sei malviventi

Secondo i carabinieri sarebbero i repsonsabili di cinque «colpi» messi a segno tra febbraio e settembre. Tra di loro anche dei bresciani

Una volante dei carabinieri (immagine repertorio)

Cinque rapine e sei arresti. È il risultato di un’operazione dei carabinieri che nelle scorse ore hanno assicurato alla giustizia sei presunti autori di rapine nel bresciano. «Colpi» messi a segno nell’ultimo anno, tra febbraio e settembre.

Per la rapina alla Bcc di Pompiano e Franciacorta è stato arrestato Cristian Ciccone. Secondo gli inquirenti sarebbe lui uno dei due malviventi armati di pistola che lo scorso 27 febbraio entrarono negli uffici dell’istituto di credito e si fecero consegnare 44mila euro. L’uomo sarebbe anche l’autore di un’altra rapina a Mazzano, avvenuta qualche giorno prima. In quell’occasione un carabiniere in borghese intervenuto per fermare i delinquenti fu ferito da un proiettile esploso da un componente della banda.

Era il 30 maggio quando un uomo ferì il titolare del night «Jackie’o» di Orzinuovi. L’imprenditore, al termine di una notte di lavoro, fu bloccato e accoltellato da un malvivente che gli rubò anche il portafogli. Secondo i militari dell’Arma l’autore del «colpo» sarebbe Enrico Ferrari, 24enne che aveva rapporti con il titolare del locale.

Dietro le sbarre anche Salvino Balducci e Elio Marchiori. Secondo i carabinieri sarebbero i responsabili di due rapine messe a segno a poche ore l’una dall’altra. La prima nel parcheggio della Poliambulanza, dove rubarono un’automobile a un uomo; la seconda il giorno successivo, quando usarono lo stesso mezzo per scappare da un colpo alla Roadhouse grill di via Borgastollo. I due minacciarono i camerieri con una pistola e si fecero consegnare l’incasso: 1.500 euro.

Finta pistola ma furto vero. In manette anche il delinquente che rapinò il laboratorio Synlab di via Lamarmora. L’uomo entrò in azione facendo credere alle commesse di avere una pistola (successivamente rivelatasi finta) nascosta sotto il maglione e si fece consegnare l’incasso: circa 500 euro. Secondo gli inquirenti sarebbe Giovanni Cadei e per lui sono scattate le manette. 

Con loro è finito dietro le sbarre anche Stanley Casagrande. Secondo i militari dell’Arma sarebbe lo scippatore che lo scorso settembre avvicinò una donna proponendole un massaggio e successivamente le strappò la collanina d’oro che portava al collo. Il malvivente fuggì a bordo di un’automobile sotto gli occhi del figlio che riferì i numeri di targa agli inquirenti. Grazie ai numeri di targa i carabinieri sono risaliti a Casagrande. 


 

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