Cronaca

Si finge tecnico di A2A per rapinare anziane: in carcere

Poco furbo ma molto violento: un 29enne residente a Chiari è stato raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare per almeno tre rapine compiute in città

Una banale scusa per farsi aprire la porta di casa, poi una volta all’interno aggressioni brutali per liberarsi delle inquiline ed essere libero per cercare i contanti o i preziosi. La carriera di rapinatore seriale di Angelo Ravagna, 29enne nato a Chiari e lì ufficialmente residente (nella casa dei suoi genitori), ma ormai da tempo senza fissa dimora, potrebbe finalmente essere giunta al capolinea. 

Nella giornata di venerdì all’uomo, che già si trovava nel carcere di San Vittore, è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare. Le indagini condotte nelle ultime settimane infatti sono servite a stabilire, grazie all’identikit mostrato alle vittime, che potrebbe essere Ravagna il responsabile di almeno tre rapine violente: il 25 marzo in via Lamberti, quando ha malmenato la donna 80enne che gli aveva aperto la porta; il 30 marzo in via Calatafimi, quando ha fatto finire la vittima in ospedale con una prognosi di 20 giorni; il 3 aprile in via Solferino, quando, sempre con violenza, si è impossessato di 300 euro in contanti. Inoltre sarebbero altri due gli episodi - verificatisi con le medesime modalità - a poter essere riferibili al 29enne. 

Sentitosi ormai braccato a Brescia, Ravagna a inizio del mese si è trasferito a Milano dove il giorno 6 è stato arrestato durante un tentativo di rapina in un’abitazione del centro dove viveva un’anziano. Nel carcere di San Vittore, venerdì gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare. 

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