"Se ospitate i lombardi infetti saranno guai”, folli minacce a un campeggio

La missiva, anonima e scritta al computer, è stata recapitata dai titolari del Camping Pilù di Anfo. Indagano i carabinieri

Il camping Pilù di Anfo

Poche righe, scritte al computer e pure infarcite di errori ortografici da seconda elementare, per intimidire i titolari di un capeggio di Anfo, piccolo paese della Valsabbia. L'obiettivo? Spaventare Daniela e Claudio, proprietari del campeggio Pilù che si affaccia su Lago d'Idro, prospettando 'guai alla struttura e alle macchine degli ospiti' qualora venissero aperte le porte ai 'lombardi infetti'. 

Oltre ad aver denunciato l'episodio, davvero preoccupante, sulla pagina Facebook del camping, Daniela e Claudio hanno sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri.

lettera campeggio-2

"Con estremo rammarico vogliamo portare alla vostra attenzione l’ennesimo attacco e ingiuria probabilmente scritta da pochi cittadini o forse solamente da un singolo", hanno scritto i titolari del campeggio nella didascalia della foto, per poi rassicurare tutti: "Certamente noi del campeggio Pilù adotteremo ogni forma di precauzione richiesta, e anche di più. Di certo non vogliamo incrementare le infezioni, nè all’interno del campeggio, nè nel paese, visto che noi questo paese lo amiamo e ci viviamo anche. Ma siamo convinti che la vita deve riprendere e così anche il turismo che è uno dei pochi sostentamenti che tiene in piedi il nostro piccolo paese".

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Un episodio isolato, per fortuna. Il gesto di qualche ipocondriaco codardo e pure ignorante condannato non solo da Claudio e Daniela, ma da decine di cittadini e dal sindaco Umberto Bondoni: "Condanno fermamente ogni forma di intimidazione. Anfo senza turismo non vive, è come una pianta senza fiori. Ora aspettiamo le direttive del ministero e con il buon senso civico e le dovute precauzioni si riuscirà a ripartire. Auguro a tutte le nostre attività di ripartire al più presto, e a Claudia e Daniele esprimo la mia vicinanza e solidarietà".
 

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