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«Acqua, aria e suolo!» Il corteo ambientalista per le strade della città

Quasi un migliaio di persone si sono radunate al di fuori della Caffaro per il lungo cammino tra i simboli del potere e dell'inquinamento cittadino: "Tutti uniti per cambiare le cose". Tante associazioni, tante mamme, tanti bambini

Un sabato pomeriggio diverso dagli altri in quel di Brescia, te ne accorgi anche se non li vedi perché li senti arrivare. Associazioni, comitati, mamme e bambini, attivisti e ambientalisti, insomma quella Rete Antinocività che proprio in questi giorni si è presentata alla città, e che ha organizzato il corteo partito ieri alle 15 da Via Milano, proprio di fronte alla Caffaro, simbolo indimenticato del malsano inquinamento cittadino. Le dodici sigle coinvolte e tanti piccoli altri movimenti, forse un po’ di confusione, forse qualche divergenza, di sicuro tante, tantissime voci, dalla Provincia all’hinterland, dal centro storico alla Bassa. “Siamo in tanti, è un buon segnale – racconta a BresciaToday Stefano Filippini della Rete Antinocività Bresciana – il nostro è un viaggio simbolico lungo le vie della città, dalla Caffaro alla sede della Provincia, dalla Loggia al Broletto. E siamo contenti della partecipazione, anche variegata, oggi ci siamo davvero tutti”.

In prima linea i bambini e le loro mamme, da Castenedolo a Buffalora. “Il futuro è dei bambini – ci spiega Ugo Cherubini del Comitato Colline dei Castagni – e proprio per questo dobbiamo fare di tutto per difenderlo, sono loro che rischiano di più, e spesso nessuno ha il coraggio di dirlo”. Una dolce e innocente danza tra i piccoli bambini, i fischietti e le mascherine, poi via via le tante bandiere di partiti e movimenti. Oltre ai comitati che da tempo fanno quasi le barricate. “Brescia? Nella morsa dell’inquinamento! – commenta con amarezza Lidia Romano del Comitato Spontaneo contro le Nocività – Soprattutto per chi come me vive a Buffalora, tra la discarica di Via Brocchi e il Bitumificio Gaburri. E la speculazione di questo PGT, 1,7 milioni di mq che stanno per essere approvati, e parliamo solo delle aree edificabili! 700mila di questi saranno proprio a Brescia Est, mi sarebbe piaciuto vedere qualche terreno agricolo in più.. mentre in città si contano ancora 5600 case sfitte”.

Ambiente a tutto campo, e non potevano mancare i precursori di ogni movimento ambientalista made in Italy. “Abbiamo avuto qualche dubbio prima di aderire pienamente – chiarisce Isaac Scaramella di Legambiente Brescia – Acqua, aria e suolo in fondo sono rivendicazioni un po’ troppo generiche. Ma siamo qui oggi perché questa manifestazione è un’ottima occasione per consolidare la nuova rete delle associazioni ambientaliste. Un primo passo importante, per continuare il nostro lavoro comune, con l’auspicio di restare uniti anche quando si dovranno affrontare battaglie concrete, battaglie non facili. Come il parcheggio sotto al Castello”. Oltre ai tanti problemi che già attanagliano il territorio infatti ci sono altre incombenze che non vanno sottovalutate, e che conti alla mano coinvolgeranno in senso negativo diversi Comuni del bresciano, da Capriano del Colle ad Azzano, da Bagnolo a Manerbio, e poi Bordolano, Quinzano, Borgo San Giacomo..

“La Edison a Capriano e la Stogit a Bordolano – denuncia infatti Ezio Corradi del Coordinamento Ambientalista lombardo – hanno presentato proposte di riutilizzo dei vecchi pozzi di metano. Lo stoccaggio del metano nel sottosuolo, in zone dichiaratamente sismiche, con cicli semestrali di immissione ed estrazione a pressioni fortissime, tra 140 e 144 BAR. A Capriano il dibattito si è acceso, comitati, cittadini e istituzioni faranno di tutto per opporvisi, a Bordolano invece gli enti locali hanno deciso di tacere, di non informare i cittadini, rigettando completamente il loro dovere civico. La preoccupazione è alta, nessuno può immaginare come reagirà il sottosuolo”.

Qua e là altri ‘spezzoni’ di corteo, dalla sinistra più spettinata (tra cui qualcuno che ha ancora il coraggio di definirsi maoista) ai vegani che ce l’hanno con il prossimo macello di suini di Manerbio. E i giovani del Kollettivo Studenti in Lotta, in coda alla manifestazione, per protestare contro la TAV, per difendere l’ambiente e il territorio. “La TAV è una questione nazionale che dovrebbe interessare tutti – ci spiega Flavio – e ancora di più dovrebbe interessare i bresciani, perché l’Alta Velocità passerà anche da qui, con tutte le conseguenze del caso. Siamo qui per tenere in alto le nostre bandiere, la gente non può abbassare gli occhi, la gente non può più girare la testa”.

Si ringrazia Jessica Tambaro per le fotografie - Tutti i diritti riservati

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