"Nessun allarme sicurezza: sono i bresciani che non collaborano"

A dirlo è il vice questore di Brescia Emanuele Ricifari, che è intervenuto sulla questione delle spaccate e dei furti nel centro cittadino

Emanuele Ricifari, vice questore - Copyright © Bresciatoday

Non c'è alcun allarme sicurezza. A dirlo è il vice questore di Brescia Emanuele Ricifari, che è intervenuto sulla spinosa questione dei furti nelle attività commerciali del centro storico. Una problematica che pare essere stata tamponata con l'arresto del 28enne egiziano, ritenuto responsabile di almeno tre delle spaccate avvenute tra aprile e maggio. Negli ultimi 6 giorni, stando a quanto riferito dalla Questura, non si è verificato alcun episodio. Durante il ponte del 2 giugno, inoltre, è stata ampliata l'attività di controllo notturno, con due pattuglie supplementari: “Rispetto al 2014 si è verificato un calo dell'ottanta percento dei reati”, fa sapere Ricifari. 

“Continuiamo a mantenere le promesse, contrariamente ad altri”, ha invece dichiarato il questore Carmine Esposito. Chi sarebbero gli altri? Coloro che alimentano la percezione d'insicurezza dei cittadini, ma non fanno nulla per tutelarsi e non collaborano con le forze dell'ordine. Il messaggio è chiaro, ed è una secca risposta alle accuse di inadempienza mosse da alcuni commercianti alle forze dell'ordine.

“Non si può invocare inadempienza, se non si è in regola”, dichiara ancora Ricifari. Non più tardi di 15 giorni fa la Questura si era messa a disposizione degli esercenti per effettuare  delle verifiche sui dispositivi di sicurezza installati nei locali. Una misura preventiva che nessuno pare aver utilizzato.  

Dalle critiche di Ricifari nemmeno i cittadini sono immuni: “Nel centro e nelle aree commerciali, a differenza delle zone periferiche, notiamo un certo menefreghismo da parte dei residenti, che raramente chiamano il 113 se sentono rumori sospetti o allarmi che suonano.  Non ho mai trovato una città così sorda alla collaborazione con le forze dell'ordine. Abbiamo la necessità che i cittadini bresciani recuperino la compattezza civile. Il rapporto di solidarietà è alla base di qualsiasi ragionamento sulla sicurezza. L'omissione da parte dei cittadini non è un reato, ma è un delitto civico”.

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