Aperitivi e cocaina: già beccato un mese fa, arrestato barista bresciano

In manette per due volte in poco più di un mese: finirà in carcere il barista bresciano titolare di un bar al quartiere Noce e accusato di spaccio di cocaina

Irriducibile barista spacciatore nella rete della Polizia Locale di Brescia: in poco più di un mese è stato beccato già due volte. E adesso per lui si sono aperte, inevitabili, le porte del carcere. E' solo uno dei tanti interventi del comando di Via Donegani dall'inizio dell'anno: nel bilancio dei primi sei mesi di attività si contano già 37 arresti per droga, e il sequestro di oltre 50 chili di sostanze stupefacenti, in particolare hashish, eroina e cocaina.

Caffè e cocaina al bancone

Tra questi anche il blitz all'Alex Bar di Via Gian Battista Cacciamali, nel quartiere di Noce, dove appunto il titolare oltre a cappuccini e caffè era dedito a spacciare cocaina dietro il bancone. Recidivo fino in fondo: era stato preso alla fine di aprile, arrestato e subito liberato, a margine di una più vasta operazione in cui era stato arrestato anche un giovane albanese, considerato il suo fornitore.

Tempo pochi giorni e aveva già ripreso l'attività: tenuto d'occhio dagli agenti, che hanno monitorato il viavai sospetto di tossicodipendenti e volti noti alla giustizia, dentro e fuori il suo bar. Raggiungevano il locale, consumavano qualcosa per non destare sospetti, poi al momento di pagare si avvicinavano al bancone e contrattavano la merce. Acquistavano cocaina.

Il blitz al bar: due arresti

Il blitz della Polizia Locale ha permesso si svelare il mercatino illegale che dopo il primo arresto aveva ricominciato assai fiorente. In manette ci è finito anche il 50enne, anche lui bresciano, che a quanto pare riforniva di droga il barista recidivo. Abitava poco lontano, e gli avrebbe portato la “coca” direttamente al bar.

Nelle disponibilità del barista sono stati sequestrati circa 6 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi e quindi pronta da vendere. La teneva nascosta sotto il bancone. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di recuperare e sequestrare altri 45 grammi (circa) di “coca”. La conferma definitiva di un'evidenza già ineluttabile. E per il barista recidivo sono scattate le manette.

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