rotate-mobile
Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca Vallio Terme

Morto d'infarto a 13 anni, accuse all'insegnante: "Non poteva fare quelle scale"

Prosegue il processo per la morte di Alessio Quaini

Insegnante a processo per la morte di Alessio Quaini, scomparso a soli 13 anni l'11 aprile del 2014: il processo prosegue ed è stato riaggiornato al prossimo 14 settembre. Era l'insegnante, quel giorno, ad avere in custodia il giovanissimo studente: il ragazzino morì dopo aver percorso più di 40 gradini per raggiungere la sala civica del municipio di Villanuova sul Clisi.

Per l'accusa sarebbe stato quello sforzo a cagionarne la morte, non così per la difesa dell'insegnante. Il piccolo Alessio soffriva di una cardiopatia congenita, la stessa patologia che solo qualche anno prima (nell'agosto del 2002) provocò la morte anche del fratello. I consulenti dell'accusa e dei genitori del ragazzino, parte civile al processo, sostengono lo sforzo per quei 40 gradini come causa principale del decesso.

Alessio e Simone Quaini

I piccoli Alessio e Simone Quaini erano gemelli: nati nel 2000, entrambi affetti da cardiomiopatia ipetrofica dilatativa. Simone ha cominciato ad avere i primi problemi nel 2002: in lista d'attesa per un trapianto, è morto nell'agosto dello stesso anno. Alessio è stato bene fino al 2010, quando per una crisi cardiaca gli venne impiantato un defibrillatore interno. Negli anni successivi si sono state altre crisi: l'ultima, purtroppo fatale, l'11 aprile 2014.

Dall'immenso dolore di mamma Erica e papà Paolo è nata l'associazione Fallo col Cuore, con sede a Vallio Terme (dove vive la famiglia): ha come scopo principale la sensibilizzazione di bambini e adulti alla possibilità di salvare la vita altrui in caso di arresto cardiaco. Grazie a Fallo col Cuore, negli ultimi anni sono stati installati 17 nuovi defibrillatori, in provincia di Brescia e non solo. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Morto d'infarto a 13 anni, accuse all'insegnante: "Non poteva fare quelle scale"

BresciaToday è in caricamento