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Suicidio shock al Comando: "Non dimenticherò mai quello che ho visto"

A trovare il corpo senza vita dell'agente un giovane collega. Gesto avvolto nel mistero

Le lacrime a fiumi, i volti sconvolti dal dolore e la testa piena di interrogativi. Nessuno al Comando di polizia Locale di Desenzano riesce a comprendere le motivazioni che hanno portato un agente, sempre sereno e disponibile, a togliersi la vita. 

Camminano inermi e impotenti davanti all'ingresso del comando, qualcuno cerca conforto tra le braccia di un collega, altri impugnano un telefono e si sfogano con i propri famigliari. "Sono stato io a trovarlo: non dimenticherò mai quello che ho visto", racconta al cellulare il giovane poliziotto che ha rinvenuto il corpo senza vita di A.S. (queste le iniziali). 

Erano le 11.05  di giovedì mattina quando l'agente è entrato nello spogliatoio del comando di via Carducci e ha trovato il corpo del collega riverso a terra, vicino agli armadietti, in un bagno di sangue. Una scena devastante, anche per chi è abituato ad assistere a eventi drammatici.

Stando a quanto ricostruito dai Carabinieri, A.S. - 40 anni compiuti lo scorso 3 aprile, da 18 anni in servizio a Desenzano - si è sparato alla testa con la pistola d'ordinanza. Non ci sono dubbi sulla volontarietà del gesto, solo tanti, tantissimi interrogativi sulle motivazioni che hanno portato il 40enne, di casa a Calvagese della Riviera, a premere il grilletto. 

"Un gesto inspiegabile - racconta l'ex sindaco Felice Anelli, accorso sul luogo della tragedia -. Era un ragazzo molto attivo, aperto e benvoluto da tutti: dopo il terremoto in Abruzzo del 2009 era partito per dare una mano. Non ci sono parole, solo un grande dolore."

"Un ragazzo d'oro", così lo ha definito l'attuale sindaco Guido Malinverno, pieno di passioni e di energie. La sua pagina Facebook è una raccolta di fotografie scattate in giro per il mondo: in primo piano il suo sorriso pieno di vita, sullo sfondo i paesaggi più disparati.

Una vita apparentemente tranquilla: il lavoro, i viaggi e il tempo libero trascorso con gli adorati nipotini. Un passato senza ombre e un presente cristallino: nessuna indagine o denuncia a suo carico. Nulla lasciava presagire il tragico gesto, dettato - riferiscono i carabinieri-  da motivazioni strettamente personali. 

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