"La pazienza è finita: la prossima volta li denuncio per procurato allarme"

Il vice questore Emanuele Ricifari avverte gli allarmisti dei social network, riferendosi alla falsa notizia - pubblicata sulla pagina Facebook "Brescia che non vorrei" - di un senzatetto pestato a sangue in città

Il vice questore Emanuele Ricifari

Dal suo ufficio al quinto piano della questura, il vice questore Emanuele Ricifari tuona contro il gruppo Facebook "Brescia che non vorrei". A mandare su tutte le furie il vicario un 'post', datato martedì 7 luglio, in cui una donna riferiva che un senzatetto era stato massacrato di botte in piazza Vittoria e si trovava in fin di vita al Civile.

"Dei balordi in questi giorni hanno massacrato di botte Antonio: un senzatetto è in fin di vita all'ospedale Civile. Non ci facciamo mancare proprio niente", scriveva Cristina Vedovini. Una presunta notizia che ha scatenato una pioggia di commenti e di domande sull'identità dell'uomo, che qualcuno sostiene non sia quello nominato dall'autrice del post. 

Nonostante qualcuno abbia fatto notare che della  brutale aggressione le forze dell'ordine non sapevano nulla, nel tardo pomeriggio di giovedì 9 luglio, l'autrice del post ha comunicato che il senzatetto era morto.

"È una bufala! Nessun barbone è stato picchiato a sangue ed è morto in ospedale. Abbiamo verificato e ci risulta solo un decesso di un senza fissa dimora per una polmonite non curata, non per percosse. Lo stesso uomo si era presentato alcuni mesi fa con delle fratture, ma ha raccontato di essere caduto dalle scale di piazza Vittoria, non di essere stato picchiato. In ogni caso il senzatetto Antonio, come scritto su Facebook, non è stato aggredito da nessuno".

Il caso è chiuso? Al momento pare di sì, ma Ricifari avverte con tono severo: "Questa volta passi, ma la tolleranza contro chi abbaia alla luna è finita, la prossima volta scatta la denuncia per procurato allarme".

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