Cronaca

Si faceva mandare video pornografici da una ragazzina, nei guai agente di Polizia

Una storia d’amore a distanza durata più di due anni: all’epoca la ragazzina aveva solo 15 anni, nei guai un agente della Polizia penitenziaria di Brescia

Un amore virtuale, ma comunque proibito, bruscamente interrotto: rischia fino a 12 anni di carcere l’agente di Polizia penitenziaria, 49enne residente a Brescia e in servizio a Canton Mombello, che per almeno un paio d’anni ha proseguito una relazione a distanza con una ragazzina minorenne, e non ha mai accettato che questa relazione potesse finire. Arrivando appunto a minacciare e ricattare la giovane, residente in provincia di Vicenza, che quando tutto è cominciato (nella primavera del 2015) aveva soltanto 15 anni.

Foto pornografiche e messaggi hot

I due si sarebbero conosciuti su internet, e così sarebbe nata la loro relazione a distanza. Un rapporto assai spinto: per lungo tempo si sarebbero scambiati fotografie e video pornografici, oltre che messaggi e dichiarazioni “hot”. La cosa sarebbe proseguita per almeno due anni, fino all’autunno del 2017.

E’ in quel momento che la ragazzina decide di interrompere lo scambio di messaggi e di fotografie. Circostanza che l’agente di Polizia non intende accettare: avrebbe minacciato la giovane di pubblicare tutte le sue foto su internet. La ragazza è spaventata, nel frattempo avrebbe pure avuto delle crisi d’ansia e un ricovero in ospedale.

La confessione ai genitori (e ai carabinieri)

Finché non decide di raccontare tutto ai genitori, e poi ai carabinieri. In breve tempo le indagini riescono a risalire al 49enne bresciano. L’uomo viene prima indagato per adescamento di minori e pornografia minorile, e poi rinviato a giudizio per prostituzione minorile: come detto rischia fino a 12 anni di carcere.

I carabinieri sono già stati a casa dell’agente penitenziario, perquisita da cima a fondo come sul luogo di lavoro, a Canton Mombello, dove è stato perquisito il suo armadietto. A margine degli approfonditi accertamenti, si segnalano infine i sequestri di due smartphone e di un tablet di proprietà del 49enne. Adesso non resta altro che il processo.

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