Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Buffalora / Via Agostino Chiappa

Trattamento ceneri A2A a Buffalora, tutti contrari: «Prima viene la salute»

Anche il sindaco Paroli ha espresso qualche dubbio, mentre i residenti lamentano l'ennesimo attacco a un territorio già colmo di criticità ambientali. Ma dalla multi utility rassicurano: "Operazione totalmente sostenibile"

Sono tutti contrari al nuovo impianto di trattamento e smaltimento ceneri che secondo quanto già depositato dovrebbe sorgere ancora a Buffalora, all’altezza di Via Chiappa. Un impianto sperimentale che dovrebbe essere in grado di trasformare le ceneri prodotte dall’inceneritore di Brescia, cariche di metalli pesanti, diossine, PCB e altri extra, in sali e sabbie da poter utilizzare, ad esempio, in inverno sulle strade. Nella prima fase dell’impianto, quella sperimentale, dovrebbero essere trattate circa 360 tonnellate all’anno di ceneri leggere, “un’operazione non inquinante e totalmente sostenibile”, fanno sapere dai vertici di A2A.

Su questo concorda anche il sindaco Adriano Paroli, che cambia però bruscamente idea sulla location: “L’impianto non è un pericolo per l’ambiente, ma una risorsa. Ma a Buffalora non si deve fare, non è il caso di accanirsi su un territorio che ha già serie problematiche ambientali”. Parità di pensiero anche dall’opposizione, e la recente interrogazione con tanto di nota, che parla di “ennesima ferita” e di decisione “grave e irresponsabile”. Insomma, tutti contrari (o quasi), ancora più contrario è chi in quella zona ci abita davvero.

“L’impianto in questione verrebbe localizzato a circa 700 metri dall’oasi, ex Cava Pasotti – fanno sapere dal CODISA – una cava rinaturalizzata, con bosco riconosciuto dalla Provincia, all’interno del Parco delle Cave che il signor sindaco si era impegnato a sostenere e realizzare. L’amministrazione dovrebbe rigettare un’opera che verrebbe a gravare ancora di più su un territorio già martoriato e che merita esclusivamente una riqualificazione positiva”. Un breve comunicato stampa, che in conclusione richiama le vicende dell’Ilva di Taranto: “Le vicende che in questi giorni riempiono tv e giornali dovrebbero insegnarci che la salute e l’ambiente dove si vive sono la priorità assoluta rispetto alle solite logiche di impresa e profitto”.

E di impresa e profitto parla anche Lidia Bontempi, del Comitato Spontaneo Contro le Nocività, quando cita il polo logistico Italgros “che sottrae 200mila mq al Parco delle Cave”, e la Cittadella dello Sport che “consumerà un milione e mezzo di mq”, per non parlare poi del già approvato bitumificio Gaburri, “a poche centinaia di metri dalle case”. Fedeli alla linea, con “una ferma opposizione al progetto sperimentale di smaltimento ceneri di A2A, al momento di dimensioni ridotte ma che prefigura un futuro impianto industriale di molto più grande portata e impatto”, perché in fondo “ogni ulteriore criticità è insostenibile per il nostro territorio”.

“Sicuramente è più facile – conclude Bontempi, con chiaro riferimento al primo cittadino – anziché intaccare gli interessi di potenti lobby radicate nel territorio, simulare una ferma opposizione a un progetto di minore portata, facilmente esportabile altrove. Noi cittadini, al di là di ogni manovra mediatica e strumentalizzazione, chiediamo una concreta tutela della nostra salute”.

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