Imprenditore morto, milioni di euro alla badante: nei guai due avvocati

E' stata fissata per il prossimo 11 aprile l'udienza con l'accusa di circonvenzione di incapace nei confronti degli avvocati bresciani Ernesto Folli e Luca Dagnoli

Foto di repertorio

La donna di 60 anni (che era stata la sua badante per più di un decennio) e il figlio oggi poco più che 30enne, entrambi di origini moldave, sono già stati condannati con rito abbreviato a tre anni di reclusione, accusati di circonvenzione di incapace. Con lo stesso capo d'accusa saranno presto giudicati anche Ernesto Folli e Luca Dagnoli, rispettivamente avvocato civilista e penalista: la sentenza è attesa per il prossimo 11 aprile.

La storia risale al 2015, poco meno di tre anni fa: era diventata di dominio pubblico a seguito del blitz della Guardia di Finanza, intervenuta a causa (anche) di un testamento sospetto. L'anziano imprenditore, l'albergatore originario di Limone sul Garda Vincenzo Risatti, all'epoca 90enne e oggi deceduto, aveva infatti intestato tutto il suo patrimonio alla badante e al giovane figlio della donna. Secondo le accuse di allora, un testamento falso: così come per le accuse di allora sarebbero stati fatti "sparire" anche 250mila euro.

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