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Omicidio Sana, coinvolta anche la madre: e domenica la città scende in piazza

Nuova svolta nelle indagini: anche la madre della 25enne Sana Cheema è indagata per l'omicidio della figlia. Il padre ha confessato: “Le ho messo le mani al collo, l'ho strangolata e uccisa”

Mustafa Ghulam e la figlia Sana Cheema

L'ipotesi più accreditata è ovviamente quella del delitto d'onore: Sana sarebbe stata uccisa perché non avrebbe mai accettato il matrimonio combinato che la sua famiglia aveva programmato da tempo. A Brescia, dove viveva e dove avrebbe voluto continuare a vivere, la 25enne si vedeva con un ragazzo, un connazionale come lei con la doppia cittadinanza, e come lei più bresciano che pakistano.

Una storia d'amore finita nel sangue, e sui cui stando agli ultimi aggiornamenti probatori non mancherebbero le responsabilità anche della madre, appunto già iscritta nel registro degli indagati. E tutta la città si mobilità, tutta la comunità pakistana – a Brescia sarebbero circa 20mila, il 10% della popolazione – ha espresso cordoglio e solidarietà per quanto successo.

Domenica pomeriggio (dalle 15.30 in Piazza Rovetta) è in programma una manifestazione di protesta, organizzata dagli studenti del liceo De Andrè (che Sana aveva frequentato) e dalle associazioni pakistane che gestiscono la moschea di Via della volta e il centro culturale islamico di Viale Piave.

Una manifestazione, spiegano gli organizzatori, “per esprimere il dolore e la più ferma condanna nei confronti dell'orribile omicidio della giovane bresciana, contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne e per rifiutare qualsiasi generalizzazione e strumentalizzazione contro gli immigrati”.

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