Cronaca

Rapinatori uccisi: colleghi guardia stupiti e dispiaciuti

Mauro Pelella per i colleghi era sempre stato un esempio di rettitudine e professionalità

Dieci anni di stimatissima carriera, mai una macchia, mai un problema sul lavoro con i colleghi. Ieri, poche ore prima di diventare padre, Mauro Pelella, è stato fermato con l'accusa di duplice omicidio volontario. Il pomeriggio precedente aveva sparato quasi un intero caricatore su un'auto con a bordo due rapinatori. Sono morti entrambi, il terzo era riusciti a fuggire ed è stato catturato poco dopo dai carabinieri. E sempre i carabinieri, su richiesta della Procura di Brescia, ieri mattina sono andati ad arrestare chi aveva sparato.

L' arresto e la conseguente carica di emotività che ne é scaturita potrebbe aver propiziato l'anticipo sulla data fissata per il parto, previsto per le prossime settimane. E così, Mauro Pelella, quando era in carcere da poche ore, è diventato padre. In ospedale c'erano i familiari. La moglie avrebbe voluto che "anche lui stringesse la piccola", il padre chiedeva di "riavere il figlio". E', quella di oggi, una giornata che nell'esistenza di Pelella rimarrà per sempre inscindibile da ieri, quando l'esplosione dei colpi di pistola ha posto fine alla vita dei due rapinatori e si è riversata per sempre su quella di chi ha sparato e dei suoi familiari.


Tra i colleghi della guardia giurata, i commenti oscillano tra stupore e solidarietà. "Una persona stupenda", commenta una collega mentre entra in azienda. Poi arriva uno dei responsabili della sede che chiede di "non soffermarsi con chi sta trasportando valori". Sono ore difficili evidentemente per la Fidelitas. Ma tra i dipendenti è un coro: "non capiamo come sia potuto succedere, Mauro è sempre stato un esempio di professionalità". Roberto Maestrelli, segretariogenerale Uiltucs, a cui aderisce Pelella, ha trascorso la giornata a ricevere telefonate e tutte hanno certificato la professionalità della guardia giurata arrestata. Ma Pelella ieri pomeriggio ha sparato e due persone sono morte. "Non riesco a capire - commenta Lorenzo Grasso, amico, collega e testimone di nozze di Pelella, stamani in ospedale per il parto - forse Mauro ha visto qualcosa. E' sempre stata una persona tranquilla". Grasso pensa a quella volta in cui prima di entrare al cinema 'salvarono' l'auto che stava per essere ripulita da alcuni ragazzotti. Ora Mauro Pelella ha la mente e il cuore divisi tra l'interrogatorio di convalida del fermo, previsto probabilmente per domani, e quei primi vagiti di stamani che lui non ha potuto sentire.

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