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Cronaca Via Triumplina

Da quasi un anno in ospedale: un calvario infinito per colpa di un cassonetto

La triste storia di Matteo Casarotti, da Ossimo a Brescia per studiare ingegneria: stava per compiere 20 anni quando ha avuto il terribile incidente sulla Triumplina

La corsa in ospedale, le fratture e il trauma cranico: era il 22 dicembre del 2016, in serata il giovane era già stato operato alla testa. Lo schianto tremendo gli ha pure provocato un'emiplegia sinistra. I genitori gli sono sempre stati vicini, tanto da rinunciare a tutto pur di stare con lui: hanno lasciato Ossimo, anche loro si sono trasferiti a Brescia.

Solo pochi giorni fa sono andati a pranzo insieme, quasi un anno dopo. Ma il calvario non è ancora finito. E per mamma Roberta e papà Marco continua la battaglia. “La cosa più assurda – ha detto la madre a Bresciaoggi – è che a tre mesi dall'incidente il cassonetto era stato riposizionato sul marciapiede di Via Triumplina. Ho telefonata io stessa ai vigili, e per fortuna è stato spostato”.

“Sono tante le situazioni di pericolo in cui versano le ciclabili cittadine, che molto spesso non hanno protezioni – continua Roberta – Basterebbe una siepe, o una recinzione, e i rischi sarebbero sicuramente inferiori. Matteo sta combattendo da quasi un anno, ma non vorremmo che altre famiglie fossero costrette a passare quello che stiamo vivendo noi. E' assurdo rovinare la vita di un ragazzo e delle persone che gli vogliono bene per una banalità come un cassonetto messo nel posto sbagliato”.

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