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"Se facciamo sesso andrà tutto bene": in lacrime dipendente del Comune

E' stato interrogato a Canton Mombello il dipendente comunale Claudio Lazzari, accusato di concussione, tentata concussione sessuale e violenza: lui nega tutto

Concussione, tentata concussione sessuale e violenza sessuale: sono queste le accuse pesantissime mosse nei confronti di Claudio Lazzari, il dipendente del Comune di Brescia – impiegato nello sportello edilizia – arrestato venerdì scorso e ancora a Canton Mombello. Martedì mattina è stato interrogato in carcere.

La sua condotta illecita sarebbe emersa durante un'inchiesta coordinata dalla Polizia Locale cittadina. Sono quattro gli episodi contestati, con tre vittime: due donne, una di nazionalità cinese e l'altra etiope, e un cittadino siriano. A tutti e tre Lazzari avrebbe chiesto qualcosa in cambio del buon esito delle pratiche di idoneità alloggiativa delle loro abitazioni.

In particolare, nei confronti della donna cinese ci sarebbe stata la violenza sessuale, con un palpeggiamento: alla stessa Lazzari avrebbe poi chiesto un'affettatrice, quale “merce di scambio”. Alla donna etiope Lazzari avrebbe invece chiesto un rapporto sessuale in cambio del buon esito della pratica edilizia.

In quel caso la donna avrebbe però ingaggiato un investigatore privato, nascosto sotto il letto al momento della richiesta (e che avrebbe registrato tutto). Al cittadino siriano invece il dipendente del Comune avrebbe chiesto “solo” 100 euro in contanti.

Lazzari è stato interrogato, e in carcere ha negato tutto, in lacrime. I suoi legali hanno chiesto gli arresti domiciliari, ora si attende la decisione della magistratura. La difesa intanto nega ogni tipo di coinvolgimento, la richiesta di favori o denaro né tanto meno la violenza e le proposte sessuali.

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