Boom di decessi nel Bresciano: senza gli immigrati destinati all’estinzione

Brescia mai così male da 40 anni per i decessi, da 20 per le nascite: anche gli stranieri non bastano a frenare un saldo più che negativo. Nel 2015 morti in 2226, ne nascono solo 1546

I bresciani non fanno più figli: nuovi nati ai livelli della Prima Guerra Mondiale (foto di repertorio)

Il paradosso del lunedì: se Brescia fosse isolata dal resto del mondo, o un pianeta sperduto in una galassia lontana, sarebbe destinata ad una lenta ma inarrestabile estinzione. In città ci sono infatti più morti che vivi: e neanche la quota dei nuovi nati garantita dagli immigrati - dal 2009 valgono ormai il 40% del totale - riesce a sopperire all'improvvisa impennata dei decessi. Un trend non solo bresciano, ma nazionale: non c'erano stati così pochi figli da quasi un secolo, dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

Ma torniamo a Brescia: 196.480 abitanti nel 2015, 103891 donne e 92589 uomini. Le donne muoiono più degli uomini, forse per questioni di anzianità: 1235 a 935. In tutto 2226: mai così tanti da più di 40 anni, dal 1973. Solo che allora ne nascevano più di 3100, e il saldo era ben bilanciato. Oggi siamo in rosso: nel 2015 Brescia ha 'perso' 680 persone: solo 1546 le nascite, mai così male dal 1996.

Ci sono stati più morti (246, il 12% in più rispetto al 2014) e 16 nati in meno. Le nascite da migranti sono 593, una dozzina in meno dello scorso anno. A livello percentuale valgono il 38.3%: nel 2014 erano il 38.9, nel 2012 addirittura il 40.8. Nei primi anni '90 erano meno del 5%, nei primi anni 2000 meno del 20%. 

Ma ancora non bastano: per mantenere la quota demografica attuale servirebbero non meno di 500 nuovi bambini (in più) all'anno. Invariata, sul totale, la quota di immigrati sul totale dei residenti: 36527, una cinquantina in più del 2014. Quasi uno su cinque, circa il 19%.

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