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Ragazzo scomparso: “Mi hanno rinchiuso in una stanza minuscola, vogliono i soldi”

Il giallo della scomparsa di Alessandro Sandrini, operaio 32enne di Folzano decollato da Orio al Serio un anno e tre mesi fa, e da allora mai tornato a casa. La telefonata alla madre: “Sono con altre persone sequestrate”

A meno di venti giorni dall’ultimo contatto, una nuova telefonata: stavolta non al numero di cellulare della madre, ma al telefono fisso dove lei lavora. “Sono in una stanza di tre metri per tre, so che ci sono altre persone sequestrate oltre a me, ma non posso vederle”. La donna gli chiede inevitabilmente se sa dove si trova, se in Turchia o in Siria. “Non lo so – risponde lui – e non posso parlare. Ma tra le due, penso la prima”.

Una traccia di certo significativa, anche se si continua a cercare, senza esito: Alessandro Sandrini di Folzano risulta scomparso ormai da un anno e tre mesi. L’ultima telefonata ha forse acceso un barlume di speranza, ma anche di preoccupazione: la chiamata è arrivata a una ventina di giorni (era il 3 dicembre scorso) da quella in cui il giovane bresciano aveva detto che “questi qua non scherzano”, e ancora che “vogliono i soldi dallo Stato, non i nostri”.

Poco più di un mese prima, il 19 ottobre, era arrivata la telefonata che aveva spezzato un silenzio lungo un anno. Potrebbe essere in Siria oppure in Turchia: gli inquirenti al momento sembrano escludere l’ipotesi del terrorismo, ma continuano comunque a battere ogni pista.

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