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Cronaca

Maltrattamenti alla moglie: assolto telepredicatore

Il pm aveva chiesto una condanna a quattro anni e sei mesi

Il fatto non sussiste. Il noto telepredicatore Fathi Hamdan, noto in tv con il nome di Abu Ammar al-Sudani, giornalista sudanese con asilo politico a Brescia, è stato assolto dalle accuse di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie. La sentenza è arrivata nella giornata di ieri. 

Volto noto della tv bresciana - sull'emittente RTB - Abu Ammar al-Sudani con le sue prediche raggiungeva un vasto pubblico di fedeli islamici sparsi per tutto il Nord Italia. Qualche anno fa per la sua "popolarità" ci furono anche delle proteste da parte della Lega, che arrivò ad appendere un lungo striscione fuori dall'emittente, con la scritta «No ai telepredicatori islamici».

I guai per il giornalista iniziarono nel 2016 quando la moglie, di 20 anni più giovane di lui, lo denunciò per maltrattamenti e lesioni, che secondo l'accusa andavano avanti da diversi anni, e sarebbero state perpetrate anche durante i periodi di gravidanza della donna. I motivi per i quali veniva picchiata erano i più banali: acquisti fatti senza il consenso del marito, utilizzo del telefono, mancata esecuzione di lavori domestici (l'uomo le rovesciò sul capo il secchio della spazzatura, secondo l'accusa). Dopo la denuncia, la donna e i figli furono ospitati in una comunità protetta, e l'uomo finì prima in carcere a Conton Mobello, poi ai domiciliari. 

A distanza di cinque anni dalle accuse, ieri l'uomo è stato assolto con formula piena. Tutte le accuse - cinque i capi d'imputazione, uno per maltrattamenti e quattro per lesioni - sono cadute a seguito dei mancati riscontri e delle verifiche in ospedale, dove la donna si recava per farsi medicare. 

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