Brescia: al via la ristrutturazione della cupola del Santuario dei Miracoli

Al via i lavori di messa in sicurezza della cupola d'ingresso del Santuario di Santa Maria dei Miracoli: tutti i dettagli del progetto

Foto Flickr Comune di Brescia

Prendono il via a Brescia i lavori di restauro e ristrutturazione per la messa in sicurezza dell'interno della prima cupola d'ingresso del Santuario di Santa Maria dei Miracoli, frutto della convenzione sottoscritta tra il Comune, proprietario dell'immobile e la parrocchia dei Santi Nazaro e Celso. E' proprio la parrocchia che si è impegnata a realizzare un intervento di carattere conservativo della prima cupola, mettendo in sicurezza le decorazioni della stessa che sono tutt'ora causa del transennamento della parte di pavimentazione sottostante.

L'area, ricordiamo, è ritenuta a rischio per via di un elemento lapideo staccatosi anni fa. L'intervento sarà realizzato dallo studio di architettura Dallamano, ed è stato inserito tra i progetti di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di proprietà comunale di Art Bonus, l'iniziativa che prevede un regime fiscale agevolato temporaneo per le erogazioni liberali a sostegno della cultura.

I restauri della prima cupola

L’intervento avrà una durata di 60 giorni lavorativi. Sarà realizzato un ponteggio con tubolari metallici, compresi i pianali in legno o metallo, in grado di sopportare il carico delle macchine operatrici e dei materiali e comunque di consentire l’installazione di macchinari idonei al sollevamento di materiali in assenza di gru a qualunque altezza. 

Saranno restaurati gli elementi lapidei e gli stucchi attraverso la rimozione dei depositi carboniosi presenti sulle superfici in pietra (croste nere, strati di tinte o residui di sostanze utilizzate per la manutenzione e di altre sostanze estranee di natura sia organica che inorganica). Saranno eliminati gli strati di vernici o oli tramite miscele solventi opportunamente testate. Si procederà anche alla rimozione dei residui di sporco più tenaci mediante bisturi e micro frese munite di spazzolini di varia forma e durezza. Saranno rimosse le stuccature estranee e non idonee che saranno integrate con altre più idonee per composizione chimica e per aspetto.

Dovrà essere verificato e ristabilito anche il fissaggio tra i supporti e le lastre di pietra, con il consolidamento delle statue degli angeli, dei santi, dei relativi oggetti e delle porzioni dissestate utilizzando infiltrazioni di malte idrauliche premiscelate. Saranno inoltre estratti i sali solubili affiorati nel tempo e sigillate le barriere protettive, per risolvere in maniera definitiva le cause delle infiltrazioni d'acqua. Verranno infine stuccate fessurazioni, fratturazioni e lacune di superficie.

In occasione dell'ultima guerra il Santuario fu pesantemente danneggiato dal bombardamento del 23 marzo 1943, ad eccezione della facciata e della porzione centro-nordovest dell'edificio, che riuscì a preservarsi integra, seppur con qualche modesta perdita. Al contrario, le ali della facciata, in particolare quella meridionale, ne uscirono assai più seriamente danneggiate. Nell'interno si conservò l'organo del più antico tiburio incombente sulla facciata, così come qualche pilastro ed alcune colonne scolpite, sorreggenti ancora archi minori ed una parte dei relativi architravi.

Cenni storici sugli interventi recenti

Riuscì preservata, ma solo in parte, la nicchia absidale, mentre crollarono le vòlte, il tiburio maggiore e le cupolette esistenti su parte delle navatelle laterali. Il progetto dei lavori di ripristino del Santuario venne approvato nel 1947, per competenza della Soprintendenza ai Monumenti che dal febbraio all'agosto 1948 provvide direttamente. Con speciali stanziamenti ministeriali, alla ricostruzione di alcune volte, dei muri laterali e di due pilastri centrali. I lavori di fatto, a causa di successive interruzioni e riprese, durarono una quindicina d'anni a causa della mancanza di risorse economiche per sostenere gli interventi di riparazione, che vennero quindi eseguiti con criteri dell'economicità reimpiegando anche materiali da costruzione trovati in loco.

Prima dei lavori condotti nel periodo tra il 2008 e il 2010, l’edificio presentava in generale una condizione di notevole degrado, imputabile principalmente al pessimo stato di conservazione del sistema di copertura, con conseguenti danni alla struttura interna, evidenziati da vistose cadute della finitura, dell’intonaco e dello stucco, oltre alla fuoriuscita dei sali. Gli interventi hanno riguardato principalmente il rifacimento di tutto il sistema delle coperture, la sostituzione dei serramenti con telai leggeri ed interventi agli intonaci e all’apparato decorativo in pietra limitatamente alle superfici esterne dei corpi emergenti, quali tamburi, lanterne e torre campanaria.

I lavori eseguiti nel mese di ottobre dell’anno 2013, in occasione della riapertura del Santuario, hanno riguardato la pulitura superficiale leggera complessiva dell’apparato decorativo interno, costituito da stucchi, elementi lapidei, intonaci e pavimentazione, conservati dopo il bombardamento del 1945.

L'architettura del Santuario

L’edificio si presenta come un vano quasi perfettamente  quadrato, suddiviso in nove vani di cui il primo spazio è individuato dalla cupola rasente la facciata. A questi vani, che formano un quadrato, si devono aggiungere il presbiterio (che ha le stesse dimensioni delle due cupole maggiori) e il coro (uguale alla metà della cupola maggiore), piuttosto angusto, con cinque lati tutti uguali tra loro.

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Le due cupole hanno quasi le stesse dimensioni; hanno pure le stesse dimensioni anche i primi due spazi a destra e a sinistra delle cupole stesse; sono rettangolari con il lato maggiore parallelo alla navata; il settore centrale, circondato dalle tre cupole, è un rettangolo con il lato maggiore ortogonale all'asse della navata centrale; questi cinque vani sono voltati a botte. Le due loggette sono due quadrati d'uguali dimensioni e sono coperti da cupole; il presbiterio è voltato a botte.

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