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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Vendita e Affitto Centro / Via Tosio

Palazzo Salvi Bonoris: lo storico immobile all’asta per 2,668 milioni di euro

Palazzo Salvi Bonoris, il Comune ci riprova: lo storico immobile andrà all’asta per 2,668 milioni di euro. Costruito nel Settecento, potrà ospitare anche un albergo

Un bando milionario per l’alienazione dello storico Palazzo Salvi Bonoris in pieno centro a Brescia, in Via Tosio a pochi passi dalla zona museale del Tempio capitolino e del Museo di Santa Giulia, vicino all’Università Cattolica: il prezzo a base d’asta è fissato in 2,668 milioni di euro, con possibilità di offerte in ribasso fino al 17%. Si tratta di un immobile monumentale, sottoposto a tutela dal Ministero della Pubblica istruzione e del Ministero dei Beni culturali: la superficie commerciale complessiva dell’immobile è pari a 1.646 metri quadrati. Come da fotografie (e da sopralluogo obbligatorio per gli interessati) è chiaro che l’immobile necessita di un radicale e complessivo intervento di manutenzione.

Descrizione dell’immobile e cenni storici

Nel dettaglio, si tratta di un complesso immobiliare a corte, con struttura cielo terra in muratura portante mista, costituita di tre piani fuori terra, torretta e interrati: non manca nemmeno una corte interna con accesso da porticato. La data di costruzione risale a epoca tardo settecentesca: venne costruito in seguito alla demolizione del fabbricato appartenente a un ramo della famiglia dei Maggi, acquistato nel secolo XVII dalla famiglia Salvi e da essa rifabbricato.

Il palazzo fu residenza di rappresentanza dei Salvi, la cui proprietà passò successivamente ai Ceruti e quindi ai Bonoris: fu ceduto in proprietà al Comune di Brescia nel 1884. Venne prima destinato a istituto d’arte, quindi a istituto educativo femminile, successivamente a sede del partito fascista: nel secondo dopoguerra su sede del partito della Democrazia cristiana fino al 1993. Per un breve periodo, in seguito a qualche sommaria sistemazione, fu adibito a sede museale temporanea dal 1997. Non è la prima volta che il Comune prova a cedere l’immobile all’asta: l'ultima andò deserta.

Prescrizioni e condizioni per l’acquisto

Come previsto dall’autorizzazione all’alienazione del Mibact, è indicata la piena osservanza di alcune prescrizioni e condizioni:
Individuare una zona accessibile alla visita ed alla fruizione del pubblico, in linea di principio corrispondente ai principali spazi di rappresentanza (androne, scalone e salone d’onore) secondo modalità da definirsi anche in funzione dei progetti di recupero e rifunzionalizzazione e, comunque, a carattere permanente;

  • Realizzare con urgenza un intervento di messa in sicurezza, riparazione e restauro della decorazione della volta del salone d’onore, che ha subito il crollo di una ampia porzione. Attualmente i frammenti di intonaco dipinto sono conservati in scatole all’interno del palazzo: il materiale deve essere accuratamente vagliato e documentato per organizzare la ricollocazione dei frammenti. Questa operazione deve essere realizzata preliminarmente a qualsiasi altra opera edilizia, al fine di evitare che il complesso dei frammenti vada disperso o perduto;
  • Limitare le soluzioni progettuali relative a eventuali collegamenti verticali da realizzarsi alle zone indicate nella planimetria allegata all’autorizzazione;
  • Sono ammissibili, in linea generale, le destinazioni d’uso indicate (residenziale, terziaria, turistico-ricettiva) in funzione degli obiettivi di rifunzionalizzazione e valorizzazione da conseguire nei limiti dettati dalle esigenze di conservazione dei caratteri di interesse storico, architettonico e artistico dell’edificio; a tal fine, deve essere preliminarmente sottoposto al parere della competente Soprintendenza un progetto di fattibilità tecnica ed economica;
  • Ai sensi dell’art. 20 c. 1 del “Codice dei beni culturali”, i beni non possono essere destinati a usi, anche a carattere temporaneo, suscettibili di arrecare pregiudizio alla loro conservazione o, comunque, non compatibili con il loro carattere storico artistico.

Oltre a queste, si segnala la necessità della preventiva autorizzazione della Soprintendenza, e una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro, con l’obiettivo – come previsto dal Codice dei beni culturali – da parte dei futuri proprietari di garantire la conservazione dell’immobile.

Asta pubblica: tutto quello che c’è da sapere

Palazzo Salvi Bonoris verrà alienato tramite asta pubblica: saranno accettate offerta al ribasso rispetto al prezzo a base d’asta entro il limite massimo del 17% (quindi offerta minima presentabile 2,231 milioni di euro). Sarà questa la prima offerta ammissibile: ogni successivo e ulteriore rilancio dovrà essere in aumento di almeno 10mila euro.  Ogni concorrente, a garanzia delle obbligazioni assunte con la partecipazione alla gara, dovrà costituire una cauzione provvisoria per un importo pari al 5% del prezzo a base d’asta, con validità di almeno 180 giorni. Si procederà all’aggiudicazione anche in caso di una sola offerta valida: seguiranno aggiudicazione provvisoria e poi definitiva.

Informazioni utili: il bando completo

E’ possibile scaricare e consultare tutta la documentazione relativa al bando di gara anche sul sito web del Comune di Brescia. Selezionare il riquadro “Bandi Gare”, quindi “Bandi e Impresa”. A questo punto attivare l’indicazione “Avvisi di Gara”, e scegliere sulla destra del portale “Avvisi pubblici e manifestazioni di interesse in corso”. Valorizzare nei criteri di ricerca il settore, come stazione appaltante, selezionando “Comune di Brescia – Settore Valorizzazione Patrimonio Pubblico”.
 

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