Palazzo Salvi Bonoris: lo storico immobile all’asta per 2,668 milioni di euro

Palazzo Salvi Bonoris, il Comune ci riprova: lo storico immobile andrà all’asta per 2,668 milioni di euro. Costruito nel Settecento, potrà ospitare anche un albergo

Foto Flickr Comune di Brescia

Un bando milionario per l’alienazione dello storico Palazzo Salvi Bonoris in pieno centro a Brescia, in Via Tosio a pochi passi dalla zona museale del Tempio capitolino e del Museo di Santa Giulia, vicino all’Università Cattolica: il prezzo a base d’asta è fissato in 2,668 milioni di euro, con possibilità di offerte in ribasso fino al 17%. Si tratta di un immobile monumentale, sottoposto a tutela dal Ministero della Pubblica istruzione e del Ministero dei Beni culturali: la superficie commerciale complessiva dell’immobile è pari a 1.646 metri quadrati. Come da fotografie (e da sopralluogo obbligatorio per gli interessati) è chiaro che l’immobile necessita di un radicale e complessivo intervento di manutenzione.

Descrizione dell’immobile e cenni storici

Nel dettaglio, si tratta di un complesso immobiliare a corte, con struttura cielo terra in muratura portante mista, costituita di tre piani fuori terra, torretta e interrati: non manca nemmeno una corte interna con accesso da porticato. La data di costruzione risale a epoca tardo settecentesca: venne costruito in seguito alla demolizione del fabbricato appartenente a un ramo della famiglia dei Maggi, acquistato nel secolo XVII dalla famiglia Salvi e da essa rifabbricato.

Il palazzo fu residenza di rappresentanza dei Salvi, la cui proprietà passò successivamente ai Ceruti e quindi ai Bonoris: fu ceduto in proprietà al Comune di Brescia nel 1884. Venne prima destinato a istituto d’arte, quindi a istituto educativo femminile, successivamente a sede del partito fascista: nel secondo dopoguerra su sede del partito della Democrazia cristiana fino al 1993. Per un breve periodo, in seguito a qualche sommaria sistemazione, fu adibito a sede museale temporanea dal 1997. Non è la prima volta che il Comune prova a cedere l’immobile all’asta: l'ultima andò deserta.

Prescrizioni e condizioni per l’acquisto

Come previsto dall’autorizzazione all’alienazione del Mibact, è indicata la piena osservanza di alcune prescrizioni e condizioni:
Individuare una zona accessibile alla visita ed alla fruizione del pubblico, in linea di principio corrispondente ai principali spazi di rappresentanza (androne, scalone e salone d’onore) secondo modalità da definirsi anche in funzione dei progetti di recupero e rifunzionalizzazione e, comunque, a carattere permanente;

  • Realizzare con urgenza un intervento di messa in sicurezza, riparazione e restauro della decorazione della volta del salone d’onore, che ha subito il crollo di una ampia porzione. Attualmente i frammenti di intonaco dipinto sono conservati in scatole all’interno del palazzo: il materiale deve essere accuratamente vagliato e documentato per organizzare la ricollocazione dei frammenti. Questa operazione deve essere realizzata preliminarmente a qualsiasi altra opera edilizia, al fine di evitare che il complesso dei frammenti vada disperso o perduto;
  • Limitare le soluzioni progettuali relative a eventuali collegamenti verticali da realizzarsi alle zone indicate nella planimetria allegata all’autorizzazione;
  • Sono ammissibili, in linea generale, le destinazioni d’uso indicate (residenziale, terziaria, turistico-ricettiva) in funzione degli obiettivi di rifunzionalizzazione e valorizzazione da conseguire nei limiti dettati dalle esigenze di conservazione dei caratteri di interesse storico, architettonico e artistico dell’edificio; a tal fine, deve essere preliminarmente sottoposto al parere della competente Soprintendenza un progetto di fattibilità tecnica ed economica;
  • Ai sensi dell’art. 20 c. 1 del “Codice dei beni culturali”, i beni non possono essere destinati a usi, anche a carattere temporaneo, suscettibili di arrecare pregiudizio alla loro conservazione o, comunque, non compatibili con il loro carattere storico artistico.

Oltre a queste, si segnala la necessità della preventiva autorizzazione della Soprintendenza, e una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro, con l’obiettivo – come previsto dal Codice dei beni culturali – da parte dei futuri proprietari di garantire la conservazione dell’immobile.

Asta pubblica: tutto quello che c’è da sapere

Palazzo Salvi Bonoris verrà alienato tramite asta pubblica: saranno accettate offerta al ribasso rispetto al prezzo a base d’asta entro il limite massimo del 17% (quindi offerta minima presentabile 2,231 milioni di euro). Sarà questa la prima offerta ammissibile: ogni successivo e ulteriore rilancio dovrà essere in aumento di almeno 10mila euro.  Ogni concorrente, a garanzia delle obbligazioni assunte con la partecipazione alla gara, dovrà costituire una cauzione provvisoria per un importo pari al 5% del prezzo a base d’asta, con validità di almeno 180 giorni. Si procederà all’aggiudicazione anche in caso di una sola offerta valida: seguiranno aggiudicazione provvisoria e poi definitiva.

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Informazioni utili: il bando completo

E’ possibile scaricare e consultare tutta la documentazione relativa al bando di gara anche sul sito web del Comune di Brescia. Selezionare il riquadro “Bandi Gare”, quindi “Bandi e Impresa”. A questo punto attivare l’indicazione “Avvisi di Gara”, e scegliere sulla destra del portale “Avvisi pubblici e manifestazioni di interesse in corso”. Valorizzare nei criteri di ricerca il settore, come stazione appaltante, selezionando “Comune di Brescia – Settore Valorizzazione Patrimonio Pubblico”.
 

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