Furbetti dell'IMU: false residenze per non pagare 2 euro al giorno di tasse

Ce ne sarebbero a migliaia anche in provincia di Brescia: sono circa 500 solo in Valtenesi, tra Moniga, Manerba e Padenghe. Come funziona

Tutti ormai conoscono l'Imu: è l'Imposta municipale unica che è andata a sostituire la vecchia Ici, l'Imposta comunale sugli immobili. E' dovuto per il possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli: si calcola applicando alla base imponibile, costituita dal valore dell'immobile determinato nei modi previsti dalla legge (il valore catastale), l'aliquota stabilita per la particolare fattispecie. Per quanto riguarda le abitazioni, non è dovuta per la prima casa salvo immobili di pregio (categorie catastali A1, A8 e A9, ville signorili, castelli e palazzi) ma lo è invece per le seconde case e così via: in media, in Italia, si pagano circa 750 euro l'anno (poco più di 2 euro al giorno) per l'Imu sulla seconda casa, con una forbice che va dai 500 ai 1000 euro ogni annualità (ed è fedele anche ai costi della tassa nel Bresciano).

Le “manovre” del Governo

Nelle ultime settimane si è sentito tanto parlare della manovra finanziaria, delle modifiche in corso e delle nuove proposte del Governo. Tra queste, era stato annunciato un giro di vite sui cosiddetti furbetti dell'Imu: ovvero, quelli che pur di non pagare la tassa sulla seconda casa la intestano a un familiare o si separano apposta. Incredibile ma vero, ma in Italia succede, eccome. In tutta la penisola, secondo le ultime stime, sarebbero ben 135mila le false prime case, per un mancato gettito ai Comuni fino a 135 milioni di euro l'anno.

I trucchetti per non pagare l'Imu

Ce ne sono tanti, troppi: c'è chi fa scorrere l'acqua, così da aumentare il costo della bolletta e rendere più credibile la falsa residenza. E chi fa lo stesso con la luce, lasciandola accesa anche giorni e giorni. Nei casi più estremi, magari quando i Comuni avviano una contestazione, per il recupero degli arretrati, c'è chi arriva a dividere impropriamente il nucleo familiare, chi addirittura si separa apposta. Succede davvero: spesso ad opera di famiglie che definire benestanti è un eufemismo (con seconde o terze case, ville e villone), disposte a tutto, anche a perdere la propria dignità, pur di non pagare un balzello che, come detto, in media può variare da 1 a 3 euro al giorno.

Il caso del lago di Garda

Il caso, anzi i casi del lago di Garda. E' qui che si concentrerebbe infatti, per la provincia bresciana, il più alto tasso di evasione dell'Imu, di falsi residenti che in realtà abitano da una parte ma fingono di avere la residenza dall'altra, così da non pagare. Solo nella piccola Padenghe, poco più di 4.000 abitanti, dagli accertamenti erano emersi almeno 200 falsi residenti, e che in realtà abitavano a Brescia, Bergamo, Verona, Milano e altrove.

Lo stesso numero era emerso a Manerba (circa 5.000 abitanti), ancora qualche anno fa: erano invece un centinaio i falsi residenti smascherati a Moniga (meno di 2.000 abitanti). I sindaci del territorio però lamentano una difficoltà oggettiva nel proseguire con gli accertamenti, o meglio con il recupero del dovuto: i proprietari spesso fanno ricorsi e controricorsi alle Commissioni tributarie regionali o provinciali, e spesso li vincono (anche per via dei trucchetti di cui sopra). 

A Desenzano è stato riferito che durante gli accertamenti, è stata beccata addirittura una prima casa che veniva affittata in nero ai turisti. Basta fare i conti per capire l'entità del fenomeno: ipotizzando un'Imu tra i 500 e i 1.000 euro l'anno, solo a Moniga, Manerba e Padenghe, i furbetti della falsa residenza sottraggono denaro dovuto fino a mezzo milione di euro.

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