Coronavirus, il lockdown inceppa anche i mutui: fino a 4 miliardi in meno in tre mesi

Le stime di Tecnocasa sul mercato dei mutui per il 2020: solo nel primo trimestre dell’anno si stima un calo pari a 4 miliardi di euro in meno

Mai come in questo momento, del domani non v’è certezza: anche nel settore immobiliare. Chissà cosa succederà al mercato di vendita e affitto quando finirà l’emergenza sanitaria. Nel frattempo, l’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa ha reso noti i dati del report Banche e istituzioni finanziarie sul terzo trimestre del 2019, pubblicato da Banca d’Italia alla fine di marzo.

Mutui erogati: gli ultimi dati del 2019

Dal report emerge che le famiglie italiane, nel 2019, hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto all’abitazione pari a 48,882 miliardi di euro: rispetto all’anno precedente si registra un calo delle erogazioni pari al 3,2%, per un controvalore inferiore di 1,626 miliardi. Come nelle attese, l’ultimo trimestre del 2019 vede la riduzione nella contrazione dell’erogazione di mutui che si era accumulata soprattutto nel secondo e nel terzo trimestre dell’anno.

Riguardo al quarto (e ultimo) trimestre, si registra infatti una crescita dei volumi erogati del 9,3% rispetto allo stesso periodo del 2018 (per un totale di 15,307 miliardi). Dunque le operazioni di mutuo a supporto di un acquisto immobiliare sono tornate in positivo dell’1,3%, quando nel terzo trimestre si era registrato un calo addirittura del 6,6%.

Le previsioni per il 2020: un crollo miliardario

Nel mese di agosto dello scorso anno il crollo dei tassi d’interesse ha determinato un successivo boom di richieste a settembre: l’incremento dei volumi delle operazioni di surroga è pari al 68%, quando nel trimestre precedente il calo era stato del 37,2%. E nel 2020 che succederà? “Attualmente possiamo solo affermare che l’erogazione di mutui dovrebbe registrare un calo”, fa sapere Roberto Landoni di Kiron Partner Spa.

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“La fase di lockdown non potrà che impattare sull’erogazione del credito – spiega Landoni – in virtù del fatto che ad oggi le stipule degli atti sono possibili solo nei casi di estrema urgenza. Si ipotizza, pertanto, una diminuzione tra i 3 e i 4 miliardi solo nel primo trimestre. Una volta tornati in un regime di normalità si dovranno interpretare le politiche del credito degli istituti eroganti, oltre che l’indice di fiducia delle famiglie riguardo alle proprie aspettative economiche. Un segnale positivo è legato all’andamento dei tassi, che rimarranno bassi per lungo tempo”. 
 

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