Vendita e Affitto

Emergenza Coronavirus: contributi fino a 1.500 euro per pagare l'affitto

Sono stati pubblicati i primi bandi anche in provincia di Brescia per il fondo affitti a sostegno delle famiglie in difficoltà economica per il Coronavirus: ecco come funziona

Un fondo milionario di sostegno all'affitto per tutti i lombardi che sono in difficoltà economica anche per motivi riconducibili all'emergenza Coronavirus: è questo uno dei requisiti preferenziali per ricevere i contributi previsti, fino a 1.500 euro per famiglia per pagare eventuali morosità arretrate o per stornare i mesi successivi della locazione. Nello specifico, lo stanziamento faceva parte del “Fondo inquilini morosi incolpevoli”, che ora è stato specificatamente riconvertito per il Covid-19 con apposita Delibera di giunta regionale, approvata il 30 marzo scorso.

Per fare domanda di contributi sarà necessario interfacciarsi direttamente con gli uffici del proprio Comune di residenza: ciascun municipio, infatti, dovrà predisporre un bando con scadenza di presentazione delle domande fissata per il 31 dicembre prossimo. In provincia ci si muove a macchia di leopardo: a Brescia il bando sarà pubblicato probabilmente la prossima settimana, a Desenzano del Garda e a Prevalle, invece, è già operativo.

Chi può richiedere il contributo

E' una sorta di “Bonus affitto” a livello regionale, a cui per partecipare sono necessari alcuni requisiti. Per cominciare

  • Residenza da almeno un anno nell'alloggio in locazione oggetto del contributo
  • Non essere sottoposti a procedure di rilascio dell'abitazione
  • Non essere proprietari di alloggio adeguato in Lombardia
  • ISEE massimo fino a 26mila euro (anche se i Comuni possono ridurre il valore del contributo sulla base di specifriche esigenze territoriali).

Oltre ai requisiti “classici” del fondo sulle morosità incolpevoli (dalla perdita del lavoro alla cassa integrazione fino a infortuni e malattie) sono stati predisposti alcuni “criteri preferenziali” legati al Coronavirus. I beneficiari del fondo saranno infatti i nuclei familiari che hanno avuto una riduzione del reddito a causa dell'emergenza Covid-19, interessati da almeno una delle condizioni indicate nell'allegato della Dgr del 30 marzo scorso:

  • Perdita del posto di lavoro
  • Consistente riduzione dell'orario di lavoro
  • Mancato rinnovo dei contratti a termine
  • Cessazione o riduzione di attività libero-professionali
  • Malattia grave
  • Decesso di un componente del nucleo familiare

Entità del contributo e modalità di erogazione

Come detto, il contributo è fissato in 1.500 euro per ciascun nucleo familiari, sia che si tratti di affitto privato che locazione in alloggi di edilizia popolare: se l'inquilino è in regola con i pagamenti, il contributo andrà a storno dei successivi canoni; se l'inquilino ha invece una morosità, il contributo andrà a parziale o totale copertura della stessa (se il debito è inferiore a 1.500 euro, la parte eccedente del contributo andrà a storno dei successivi canoni).

Il contributo sarà liquidato direttamente dai Comuni al proprietario dell'alloggio, che si dovrà impegnare però a non effettuare un eventuale sfratto per i successivi 12 mesi (o per il residuo del contratto se di durata inferiore a un anno) salvo che l'inquilino non si rende ulteriormente moroso per altre tre mensilità.

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