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Global warming e guerra mondiale, ma l'essenziale sono i deliri di B.

Il surriscaldamento globale è sempre più drammatico. Se non fossero di per sé lampanti i dati sullo scioglimento dei ghiacciai, la siccità con i laghi e i fiumi in secca, gli incendi, l'aumento esponenziale dei fenomeni meteorologici estremi, possiamo ora provarlo sulla nostra pelle passeggiando in t-shirt nella seconda metà di ottobre, anche al Nord d'Italia. Le temperature sono sopra la media di 8-10°C in diverse aree d’Europa: a Bordeaux, sulla costa atlantica francese, martedì si sono toccati i 29°C. Come se non bastasse, c'è una guerra mondiale in corso nella vicina Ucraina, con la Russia che continua le sue rappresaglie da Stato terrorista e la Nato che rifiuta ogni negoziato. Anche per l'Europa la parola d'ordine è sempre la stessa: armi, armi, armi, fino all'ultimo soldato e civile che rimarrà in vita (tanto non sono i nostri). Si stava meglio durante la pandemia, viene quasi da pensare. Nonostante lo scenario sia buio pesto, le cronache del Teatro Italia sono occupate dai deliri senili di B., un pregiudicato a capo di un'azienda che finanziò la mafia, nonché "utilizzatore finale" (Ghedini dixit) di nobildonne, che in qualsiasi non-repubblica delle banane sarebbe scomparso dalla scena pubblica da 10 anni, trattato come un appestato. Invece no, il mondo va a rotoli e non si parla d'altro della lettera "dolcissima" di Putin, delle 20 bottiglie di vodka e del lambrusco. Quale sia il nuovo governo, possiamo dormire sonni tranquilli (più o meno): resteremo nella Nato, visto che ci sono oltre 13mila militari statunitensi sul nostro territorio, sul quale sono tenute al fresco anche 70 testate nucleari a stelle e strisce. Non solo, le future politiche economiche rimarranno le stesse, ovvero di impronta neoliberale, perché abbiamo ricevuto dalla UE finanziamenti (vincolati) per miliardi di euro e abbiamo un debito pubblico che non consente alcun margine di manovra. Sarebbe ora, dunque, di mettere da parte il vecchio che straparla e iniziare a pensare a cose più serie: siamo storicamente a un punto di non ritorno, ci stiamo scavando la fossa da soli con il riarmo e i combustibili fossili. Se sarà catastrofe, poi, niente panico, l'Italia farà come sempre la sua parte: quella dell'orchestrina del Titanic. Brinderemo col lambrusco gentilmente offerto da B. mentre la nave affonda.

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