AllertaLom, dalla app una prima mappatura: sono 6 i focolai bresciani a rischio

Da Vione a Ceto in Valcamonica, e poi Brandico e Castelcovati: sono alcuni dei focolai a rischio contagio secondo i primi dati analizzati dalla app AllertaLom

Brescia: medici e infermieri al lavoro per fronteggiare l'emergenza da Coronavirus (fonte: Comune di Brescia)

Rispetto a un mese fa il peggio sembra davvero passato: al 6 aprile scorso, nella maggioranza dei Comuni bresciani, in percentuale dal 7 al 10% degli utenti registrati da AllertaLom – la app di Regione Lombardia per tracciare il contagio – presentava almeno due sintomi riconducibili al Coronavirus; alla fine di aprile, invece, nella maggioranza dei territori la percentuale era scesa al di sotto del 4%.

I dati raccolti in provincia di Brescia

Lo scrive il Giornale di Brescia, che riferisce del primo report sull’utilizzo di AllertaLom e sui primi risultati raccolti: ad oggi sono 164.320 i bresciani che hanno scaricato e che stanno utilizzando la app, circa il 13% del totale della popolazione e ben oltre il 10% del totale delle app scaricate (che in tutta la Lombardia sono oltre 1,3 milioni).

Dai primi dati la provincia appare divisa in due: una parte (compreso il capoluogo) dove è tra il 4 e il 7% degli iscritti ad AllertaLom che presenta almeno due sintomi riconducibili al Coronavirus, un’altra dove la stessa situazione è vissuta da meno del 4%. Tra i sintomi segnalati l’alterazione del gusto e dell’olfatto, congiuntivite, dissenteria, dolori muscolari, stanchezza.

Rischio di nuovi focolai dalla Bassa alla valle

Nella nostra provincia emergono anche sei località dove stando ai dati della app potrebbe esserci un nuovo focolaio, tutte tra Bassa e Valcamonica: si parte da Vione, dove più del 13% degli iscritti alla app risulta portatore di almeno due sintomi, poi Ceto (tra il 10 e il 13%) e infine Brandico, Castelcovati, Fiesse e Monno, tutti con percentuali comprese tra il 7 e il 10%.

Il dato complessivo regionale, aggiornato a pochi giorni fa, conferma oltre 1,3 milioni download dell’app e oltre 3 milioni di questionari compilati. I dati richiesti dal questionario sono anonimi: tra le domande rivolte ai cittadini anche il Comune di residenza e quello in cui si va a lavorare, oltre ai sintomi avvertiti. “Se continuerete a compilare il questionario ogni giorno – spiega il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala – nella Fase 2 potremo adottare misure di protezioni efficaci prima di procedere con quelle di restrizione, come il lockdown”.

Come funziona la app AllertaLom

Ma come funziona la app AllertaLom? La sezione Coronavirus e il questionario permettono una sorta di triage a distanza. Il questionario come detto è anonimo, e non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabili al Covid-19, ma a tutti i cittadini. Gli utenti sono invitati a ripetere ogni giorno, ma non più di una volta al giorno, la compilazione del questionario aggiornando il proprio stato di salute. Per saperne di più è possibile consultare la sezione dedicata del sito web di Regione Lombardia, oppure scaricare la guida completa

Le informazioni raccolte contribuiscono così ad alimentare una mappa del rischio contagio continuamente aggiornata, che permette agli esperti di sviluppare modelli previsionali. L’obiettivo è infatti quello di fornire all’Unità regionale di crisi elementi utili a localizzare le zone con maggiore probabilità di ospitare un focolaio attivo, o a individuare la ripresa del contagio anche nelle zone considerate meno a rischio.

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