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Martedì, 28 Maggio 2024
Salute

Torna la primavera, tornano i pollini: quali sono gli allergeni più diffusi

Tempo di primavera ma anche di pollini

Benvenuta primavera ma, ahinoi, bentornati pollini: è ormai conto alla rovescia per gli allergici di tutta Italia (bresciani compresi) che tra poco saranno alle prese con il più classico dei "malesseri" stagionali, appunto le allergie di ogni ordine e grado generate dalla cosiddetta "pollinosi", ovvero una reazione respiratoria innescata appunto dall'inalazione di pollini. Il periodo in cui si manifesta dipende dal tipo di polline verso cui si è più sensibili e dalla sua concentrazione in atmosfera: i sintomi più comuni sono rappresentati da riniti, congiuntiviti e (più raramente) asma bronchiale.

Fazzoletti in tasca e occhiali da solo sul volto, anche se questo spesso può non bastare e si può (anzi, si deve) ricorrere a rimedi più o meno naturali, tra cui i celebri antistaminici. Ma quali sono le "famiglie botaniche" da cui si generano i pollini delle allergie più comuni? La rete Pollnet di Snpa (il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente) ne ha individuate quattro come maggiormente presente sul territorio italiano: Corylaceae (nocciolo, carpino e altri), Cupressaceae e Taxaceae (tra cui il cipresso), Poaceae (le temutissime graminacee) e Oleaceae (olivo, frassino e ligustro). 

Quali sono i pollini più diffusi (e per quanti giorni)

Lo studio di Pollnet ha rilevato anche il "tasso pollinico annuale", che rappresenta la somma delle concentrazioni giornaliere registrate nell'anno di riferimento, da cui è possibile calcolare i "giorni rossi" nell'arco dell'anno, quando cioè è più elevato il livello di concentrazione di granuli pollinici in aria secondo i valori di riferimento: nel 2022 sono le Corylaceae quelle ad avere i valori più alti, con una media di 29,4 "giorni rossi" (tradotto: circa un mese in cui chi è allergico starnutisce a volontà).

Seguono, tra le famiglie più diffuse, i "giorni rossi" delle graminacee (anche in questo caso 29 giorni) e le Oleaceae (tra i 25 e i 30 giorni): sono infine meno di 25 i "giorni rossi" delle Cupressaceae, meno di 20 quelli delle Betulaceae, circa 10 quelli delle Urticaceae. Sul portale delle rete Pollnet sono disponibili anche i bollettini settimanali dei livelli di concentrazione dei pollini allergenici, con dati di tendenza per la settimana successiva.

"Vista la complessa biodiversità vegetale del nostro Paese - fa sapere il Snpa - e il mutamento delle temperature medie stagionali registrate negli ultimi anni, il lavoro della rete Pollnet risponde alla necessità di indagare la tendenza delle concentrazioni in aria dei pollini allergenici non solo in primavera, ma in tutti i mesi dell'anno. Per quanto riguarda l'Europa, si calcola che circa un terzo dei cittadini siano soggetti ad allergie, e aumentano i casi registrati nei centri urbani".

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