Hiv e Aids, in provincia di Brescia quasi 150 nuovi casi ogni anno

I dati epidemiologici della provincia di Brescia presentati in occasione della Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids, in programma domenica 1 dicembre

Anche a Brescia si celebra la Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids, in programma il 1 dicembre in tutto il pianeta: si tratta della prima Giornata mondiale della salute, e che ormai è diventata un'occasione fondamentale per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema, per esprimere solidarietà alle persone affette da questa patologia e commemorare tutti coloro che hanno perso la vita, anche a causa di malattie correlate.

Sono diverse le iniziative pubbliche e private in programma in città e provincia. Dal punto di vista istituzionale si segnala il progetto di “Peer Education” nelle scuole bresciane promosso dall'Ats, l'Agenzia di tutela della salute: sono 16 ad oggi gli istituti scolastici che hanno aderito al progetto, e più di 500 gli studenti che nel weekend verranno coinvolti nelle varie iniziative di sensibilizzazione. Il Comune di Brescia, con apposita delibera, ha inoltre aderito al progetto “Fast Track Cities”, sottoscrivendo la “Dichiarazione di Parigi” per la messa a punto di strategie di risposta all'Hiv, per far sì che l'Aids cessi di essere una criticità sanitaria ed epidemiologica entro il 2030.

La differenza tra Hiv e Aids

Da una parte il virus (o i virus), dall'altra la patologia: gli Hiv sono i virus dell'immunodeficienza umana, due specie di Lentivirus che causano infezione da Hiv che se non trattata provoca la sindrome da immunodeficienza acquisita, appunto Aids. L'Aids è una malattia in cui il sistema immunitario si indebolisce progressivamente fino a consentire l'insorgenza di gravi infezioni, fino al cancro. Nella maggioranza dei casi l'Hiv si trasmette durante i rapporti sessuali, quando c'è contatto con sangue, sperma, liquido vaginale o pre-eiaculazione.

Hiv e Aids a Brescia: i dati di Ats

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, pubblicato sul sito del Ministero della Salute il 15 novembre 2019, nell’anno 2018 sono stati segnalati 2.847 nuovi casi di infezione da HIV, pari a 4,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza italiana è lievemente al di sotto all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (5,1 nuovi casi per 100.000). Tra le regioni italiane, la Lombardia è al quarto posto per incidenza, con 5,4 casi su 100.000 residenti. La provincia di Brescia presenta un valore di poco superiore alla media regionale (5,8 casi su 100.000).

Come riferisce Ats, in territorio bresciano si è registrata una riduzione dell'incidenza di Hiv a partire dal 2015: la media è circa 100 nuovi casi all'anno. Nel corso nel 2019 sono prevenute 60 segnalazioni di Hiv, ma il dato è aggiornato al 31 ottobre: nella maggior parte dei casi si tratta di uomini, l'83,3% del totale, con un'età media di 44 anni. Le diagnosi di Aids sono invece in lieve aumento dal 2011 ad oggi. Dei 32 casi segnalati nel 2019, l'87,5% era di sesso maschile, e nell'81,3% dei casi è stato trasmesso con rapporto sessuale: l'età media è di 49 anni.

L'ambulatorio per la prevenzione di Viale Piave

Gestito dall'Asst Spedali Civili, è presente a Brescia (in Viale del Piave 40) un ambulatorio per la prevenzione delle Malattie a trasmissione sessuale. L'attività di prevenzione è rivolta a tutti i cittadini, italiani e stranieri, che

  • vogliono ricevere informazioni,
  • hanno avuto un comportamento sessuale a rischio,
  • intendono eseguire test sierologici,
  • presentano sintomi sospetti di infezione trasmessa sessualmente.

L'accesso è diretto senza prenotazione. Le prestazioni offerte sono gratuite ed erogate da personale medico e infermieristico. Tra queste: 

  • Informazioni specifiche sulla modalità di diffusione e di prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale.
  • Informazioni specifiche sui comportamenti sessuali a rischio.
  • Test sierologici per la ricerca delle infezioni da: HIV, Sifilide, Virus epatitici A,B,C.
  • Visita medica per sospetta infezione sessualmente trasmessa.
  • Offerta vaccinale alle persone con condizioni sanitarie o abitudini sessuali che aumentano il rischio di infezione.
  • Segnalazione delle infezioni sessualmente trasmesse diagnosticate.
  • Consulenza telefonica.

Nei primi nove mesi del 2019 sono giunte al servizio 2.793 persone. I nuovi utenti sono stati 1.480. Il numero complessivo di accessi è stato pari a 5.129. I casi riscontrati per la prima volta positivi per infezione da HIV sono stati 15.

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