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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Moda sostenibile: come avere (davvero) un armadio plastic-free

Si va dal lino al cupro, dal caffè ai denti di seppia: li conoscete tutti i materiali sostenibili?

La plastica ovunque, anche nei vestiti: è quanto emerge da uno studio pubblicato dalla BBC, che riferisce di come un capo su due viene ormai prodotto utilizzando esclusivamente plastica e suoi derivati. In particolare poliestere, acrilico, nylon ed elastan: sulla base di 100mila prodotti esaminati, il 49% è risultato realizzato con questi materiali.

Sono considerate fibre sintetiche economiche, versatili e durevoli: ma per essere prodotte necessitano di grandi quantità di energia, e allo stesso tempo contribuiscono in maniera significativa al rilascio di microplastiche in aria e acqua, danneggiando l'ambiente. Ma quindi, che fare? Esistono materiali economici e allo stesso tempo sostenibili?

Ne abbiamo selezionati alcuni: tessuti e materiali da indossare per avere definitivamente un armadio plastic free.

La juta

Materiale povero, tornato in voga in questi ultimi anni (lavorato soprattutto in India: ma siamo sicuri che in cambio di un abito “plastic free” non stiamo ancora una volta dando adito al supersfruttamento dell’uomo?) e che è in grado di assorbire 15 tonnellate di anidride carbonica in una sola stagione (rilasciandone 11 di ossigeno).

La pelle

Realizzata a partire da prodotti di scarto, fa parte della cosiddetta economia di riciclo. Annalisa De Piano, cofondatrice di Be Green Tannery, spiega quanto la pelle sia in realtà sostenibile: “Il settore conciario è il primo anello di un’economia circolare: quello che facciamo, infatti, è nobilitare un prodotto di scarto dell’industria alimentare”. 

Coloranti naturali

Di recente il Financial Times ha rilevato il costante incremento degli stilisti (anche di grido) che stanno “tornando alle origini”, utilizzando coloranti vegetali per tingere i tessuti (così come si faceva fino alla metà dell’Ottocento: di fatto è un metodo molto meno inquinante).

Il caffè

Incredibile ma vero: come riportato da Fashion United, in Finlandia ha preso forma una startup che si occupa di realizzare scarpe da tennis utilizzando come prodotto base i fondi del caffè. Nota curiosa: ogni paio di scarpe è composto da almeno 21 tazze.

I denti di seppia

Altro materiale inedito, per non dire insolito. Ma i ricercatori della Penn State University hanno da poco annunciato la roboante scoperta: grazie alle loro caratteristiche, i denti di seppia possono essere lavorati fino ad assomigliare alla seta.

La canna da zucchero

Adeguatamente lavorata, anche la canna da zucchero può diventare un tessuto: sia per i vestiti per altri utilizzi quotidiani. A Taiwan, ad esempio, un’azienda locale si occupa di realizzare dispositivi di protezione individuale (mascherine) proprio a partire dalla canna da zucchero.

Lino e cupro

Il lino lo conosciamo tutti: è un materiale comodo e traspirante, ma soprattutto biodegradabile in quanto composto per oltre il 70% da cellulosa. Il cupro invece è un materiale più moderno: realizzato a partire dal 1987, si ricava dal riciclo di alcune materie prime, tra cui il cotone.

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