A mezzanotte e un minuto riapre il barbiere: il primo taglio al sindaco

Segnali di ripresa dopo il lockdown: lunedì allo scoccare della mezzanotte ha riaperto la bottega di Stefano Zani, al porto vecchio di Desenzano del Garda

Zani e Malinverno - Foto © Bresciatoday.it

Non poteva essere altrimenti: è toccato al primo cittadino il primo taglio di capelli dopo il lockdown. Singolare seduta dal barbiere per il sindaco di Desenzano Guido Malinverno, il primo cliente – a mezzanotte e un minuto – della bottega di Stefano Zani, che è anche consigliere comunale, aperta dal padre Carlo nel lontano 1967 e dove oggi lavora anche il giovane Massimiliano, 21 anni, figlio e nipote alla terza generazione di barbieri. 

Il primo taglio al sindaco

Il primo taglio al sindaco, spiega Stefano Zani, “poi l'amico Oscar Alessi che a dire il vero si era prenotato per primo, ma che ha ceduto volentieri il passo, poi un altro amico che è arrivato addirittura da Ponti sul Mincio”. La prima notte è passata veloce, fino alle 3 passate, poi di nuovo in pista la mattina alle 8: “Ho voluto festeggiare la riapertura con un brindisi – dice ancora Zani – come se fosse una nuova inaugurazione. Ho chiuso il negozio il 4 marzo scorso per senso di responsabilità, prima ancora del decreto del premier Conte. Adesso ho riaperto dopo 74 giorni”. 

Il rispetto delle nuove norme

E la bottega è ripartita: tra i tanti clienti eccellenti, martedì mattina (alle 8.30) è passato anche il parlamentare leghista (ed ex vicesindaco a Desenzano) Paolo Formentini. Tutto nel pieno rispetto delle normative di sicurezza: guanti e mascherine, salviette e panni monouso e asciugamani in stoffa lavati a 60 gradi, gel sanificanti sparsi ovunque, la sterilizzazione della poltrona e della postazione dopo ogni cliente. 

“La norma prevede la prenotazione obbligatoria, ma a me non cambia nulla – continua Zani – perché noi abbiamo sempre lavorato così. La differenza è che per due settimane devo tenere il registro dei nominativi di tutti i clienti”. Nella sua bottega le poltrone sono solo tre: adesso si usano le due laterali, quella in mezzo è interdetta per rispettare il distanziamento. 

Un manichino per fare distanziamento

“Potevo metterci un cartello o del nastro – sorride il barbiere Zani – ma ho preferito piazzarci un manichino di quelli che usiamo al Porto vecchio per fare il presepe, così il posto è sempre occupato. Sarà il nostro cliente zero”. Norme di sicurezza, anche di più: “Non solo misuro la febbre a me stesso e a mio figlio, in quanto lavoratori, ma pure ai clienti che entrano”. E il futuro? “Sono ottimista, siamo partiti bene e pensavo fosse più complicato. Certo la mascherina dà un po' fastidio, ma questo e altro per la salute di tutti”.

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