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San Valentino, la rivincita degli ex: come liberarsi dei regali (e dei ricordi)

E' il nuovo trend quando una relazione finisce: il decluttering emotivo, ovvero liberarsi di regali e oggetti

#SanValentinoSubito: è l'hashtag che impazzato in questi ultimi giorni a causa del maxi-sondaggio promosso dalla piattaforma Subito.it, gli specialisti italiani dell'acquisto e della vendita online che hanno “interrogato” nel merito la loro vasta community. In linea con i tempi che cambiano, San Valentino non è più solo cuori, fuori e cioccolatini: ma è anche voglia di cambiare aria, di tagliare i ponti con il passato, di far sparire dalla nostra vista (e vita) gli oggetti che ci ricordano un amore ormai passato.

Cos'è il decluttering emotivo

E' questo il trend del cosiddetto “decluttering emotivo”: ovvero la versione di San Valentino (ma per i cuori spezzati) dell'ormai celebre decluttering, ovvero il liberarsi di oggetti che non utilizziamo più per fare ordine nella nostra casa, ma anche nella nostra mente. Certo, non tutti gli intervistati sono d'accordo nel liberarsi dei vecchi regali, anzi: quasi uno su due (il 43,9%) dichiara di conservare i regali dell'ex come ricordi dal forte valore affettivo. Non da meno il valore “di scambio” dell'oggetto in sé, cioè il suo valore reale: per questo più di una persona su cinque (il 20,3%) dichiara che “l'amore passa, ma l'oggetto resta” (soprattutto se parliamo di anelli, gioielli e simili).

Tra le altre opzioni c'è chi preferisce restituirli al mittente, altri che li regalano a loro volta (insomma, li riciclano) e altri ancora che invece li buttano proprio via. Ma c'è comunque una quota consistente (quasi uno su dieci, poco meno del 9%) che ha dichiarato di aver rivenduto su Subito.it un oggetto appartenente a una relazione ormai chiusa. Tutto questo fa parte, come detto, del decluttering emotivo.

Addio regali, viva i romantici

Per definizione, è la scelta consapevole di fare pulizie nella mente e nel cuore, disfandosi di oggetti che ci farebbero vivere ancorati al passato, portando benefici in termini di consapevolezza, leggerezza e proiezione verso il futuro. Tra coloro che riescono nell'impresa, che cioè portano a termine il decluttering emotivo, uno su dieci (il 10,1%) dichiara che la sensazione di essersi liberati dai regali non più desiderati è “impagabile”, quasi quanto la soddisfazione di aver guadagnato qualcosa, da poter reinvestire, da una relazione ormai conclusa (8,1%).

Certo, San Valentino non è solo cuori spezzati e ricordi lontani. E' anche e soprattutto la festa degli innamorati. Per questo dal sondaggio di Subito.it emerge anche una sorta di “rivincita” dell'uomo romantico, spesso legato ai ricordi di momenti memorabili (che spesso hanno coinciso con un regalo, fatto e ricevuto): solo per citarne alcuni, parliamo di “la nascita di mio figlio, il regalo più importante”, e ancora “la cena in cui ci siamo scambiati gli anelli”, oppure i più longevi che raccontano di “essere ancora qui, dopo 30 anni, a festeggiare San Valentino insieme”.

I regali: top e flop di San Valentino

A proposito di regali, dal report #SanValentinoSubito emergono altri dati interessati: quasi un utente su quattro (il 23,4%) un regalo ogni anno alla propria dolce metà; poi ci sono quelli (e quelle) che regalano qualcosa solo agli albori di una relazione (il 5,8%), chi lo fa per cercare di recuperare un rapporto (1,1%) e infine i fedeli alla linea, cioè quel 18,5% che non ha mai fatto e mai farà regali di San Valentino

Ma quali sono i regali più cliccati? Lettere e bigliettini d'amore, gioielli e accessori, foto di coppia, peluche e più in generale “oggetti coccolosi”. Secondo gli utenti, invece, sono assolutamente da bocciare i peluche giganti, un set di bicchieri in peltro, vasi di vetro con fiori finti, catenine o collane troppo kitsch.

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