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Martedì, 5 Luglio 2022
Alimentazione

Sì alle mandorle, ma con moderazione: attenti alle infiammazioni

Alimento salutare tra i più noti, ma attenti a non esagerare: le mandorle e i loro effetti collaterali

Mandorle a volontà, ma non per tutti: e soprattutto, meglio non esagerare. E' un mantra da non dimenticare mai quando si parla di alimentazione, anche se il cibo in questione è tra quelli “buoni” (non solo di gusto, ma anche di benessere). Incredibile a dirsi, ma è così anche per le mandorle: se assunte in grandi quantità, e con costanza, possono determinare stati infiammatori e conseguenze più o meno gravi.

L'acido arachidonico

Lo spiega la dottoressa Maria Antonietta Labrozzi, farmacista esperta in nutrizione clinica e specializzata in problemi gastrointestinali di natura non patologica e intolleranze alimentari. “La mandorle – racconta a Today.it – così come le arachidi contengono un grasso detto acido arachidonico, indispensabile per alcune reazioni metaboliche. Ma la presenza eccessiva di questo acido nel nostro organismo può stimolare un processo infiammatorio e il dolore ad esso associato”.

Così riporta il dizionario di medicina della Treccani: l'acido arachidonico è un acido alifatico non saturo, presente a basse concentrazioni anche nei grassi animali (si trova nei fosfolipidi delle ghiandole surrenali e nelle membrane cellulari). Insieme agli acidi linoleico e linolenico costituisce il gruppo degli acidi grassi essenziali. E' inoltre il precursore biochimico delle prostaglandine e dei trombossani: viene sintetizzato dall'organismo umano in presenza di acido linoleico.

Gli effetti indesiderati

Tra gli effetti indesiderati di un “abuso” di mandorle segnaliamo dolore cervicale, vertigini, nausea, dolori intestinali e anche irritazioni cutanee. Può inoltre peggiorare una situazione d'infiammazione già pregressa. In caso di mandorle tostate, c'è il rischio di un accumulo di sostanze tossiche tra cui l'acrilamide, in alcuni studi “accusata” di essere un elemento cancerogeno. Il consiglio di Labrozzi: “Non eliminate completamente mandorle, arachidi o nocciole dall'alimentazione – spiega – ma piuttosto non esagerate nelle quantità e nella frequenza di assunzione, preferendo quelle crude a quelle tostate. E' utile anche mangiarle insieme ad alimenti notoriamente antinfiammatori come cetriolo, sedano, finocchio, kiwi e ananas”.

L'infiammazione da alimenti non è altro che la celeberrima intolleranza alimentare: una condizione che provoca l'alterazione della membrana delle cellule modificando il loro corretto funzionamento. Ne conseguono difficoltà di digestione, gonfiore addominale, acidità, reflusso, bruciore di stomaco. Integratori consigliati: glutammina e boswellia.

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