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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Virus West Nile, allarme per l'aumento dei contagi: due casi nel Bresciano

Due i casi bresciani, non sarebbero gravi

Sono più che raddoppiati i casi umani di infezione da West Nile Virus nell'ultima settimana di sorveglianza. Lo rivela l'ultimo bollettino (pubblicato il 3 agosto) dell'Istituto superiore di Sanità, con dati aggiornati a martedì 2: in Italia ad oggi sono 94 i casi confermati di infezione (erano 42 la settimana precedente) e di questi due sono stati registrati nel Bresciano. Sul totale dei contagi, 55 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (33 in Veneto, 15 in Emilia Romagna, 4 in Piemonte e 3 in Lombardia), 19 casi identificati in donatori di sangue (11 in Veneto, 4 in Emilia Romagna, 3 in Lombardia, 1 in Piemonte), 19 casi di febbre (16 in Veneto, 2 in Lombardia, 1 in Emilia Romagna) e ancora un caso sintomatico (in Veneto).

La mappa del virus

Il primo caso umano della stagione venne segnalato in Veneto nel giugno scorso. Ad oggi sono stati segnalati anche 7 decessi tra i casi confermati, di cui 5 in Veneto, uno in Piemonte e un altro in Emilia Romagna. Tra i 55 pazienti con sintomi neuro-invasivi, come detto, 3 sono in Lombardia: due in provincia di Mantova (entrambi hanno più di 75 anni) e uno in provincia di Lodi (fascia d'età tra i 65 e i 74 anni). Un contagio bresciano è stato identificato in un donatore di sangue, l'altro in un caso di febbre.

La febbre West Nile

La febbre West Nile (West Nile Fever), fa sapere l'Iss, è una malattia provocata dal virus West Nile (noto anche come West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. I serbatoio del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare, più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all'uomo.

I sintomi della malattia

Il periodo di incubazione varia tra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

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