Lunedì, 22 Luglio 2024
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West Nile Virus: sei casi confermati, un morto in Lombardia

Dei 6 casi registrati in Italia, 3 sono in Lombardia

Dall'inizio di maggio sono stati segnalati in Italia 6 casi confermati di infezione da West Nile Virus nell'uomo: di questi 3 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (2 in Lombardia, nelle province di Mantova e Cremona, e uno in Emilia Romagna), 2 casi identificati in donatori di sangue (in Emilia Romagna e Piemonte) e un caso di febbre (ancora in Lombardia). Il primo caso umano di infezione da West Nile Virus della stagione è stato segnalato a luglio in provincia di Parma: un decesso è stato notificato tra i casi confermati in Lombardia.

È quanto riporta l'ultimo bollettino di sorveglianza dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), pubblicato il 27 luglio: la sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici, ha confermato la circolazione del Lineage 2 del West Nile Virus in Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna e Piemonte. Il Lineage 1 è stato confermato in Sicilia e Veneto: sono in corso di conferma eventuali positività nelle province di Milano, Brescia, Torino e Padova. A fronte dei casi segnalati, la circolazione potrebbe aumentare.

Il West Nile Virus

La febbre West Nile (West Nile Fever), riferisce ancora l'ISS, è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Incubazione e sintomi

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario. La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

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