Diodato sulla vetta dell'Ariston: è lui il vincitore di Sanremo 70

Il cantautore tarantino trionfa con 'Fai rumore'. Secondo posto per Francesco Gabbani, poi i Pinguini Tattici Nucleari

La premiazione di Diodato (foto Ansa)

E' Diodato il vincitore della settantesima edizione del Festival di Sanremo. Il cantautore trionfa all'Ariston con il brano 'Fai rumore', di cui firma testo e musica. Un successo straordinario per lui, a cui va anche il Premio della Critica Mia Martini, assegnato dalla Sala Stampa, e il Premio della Sala Lucio Dalla. Al secondo posto Francesco Gabbani con 'Viceversa', terzi i Pinguini Tattici Nucleari e la loro 'Ringo Starr'.

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"Sono sconvolto - ha detto in sala stampa, emozionatissimo, subito dopo la proclamazione - Ricevere tutti questi premi è una cosa inaspettata che mi riempie di gioia, ma soprattutto mi rende felice per tutte le persone che hanno lavorato con me in questi anni". Una vittoria dedicata alla sua famiglia e alla sua città, Taranto: "Una città in cui bisogna fare molto rumore".

Amadeus toglie la parrucca a Fiorello: è lui stasera Maria de Filippi

C'è del Defilippismo all'Ariston quest'anno. L'imitazione di Queen Mary è gettonatissima ed è stata riproposta di record in record. Amadeus mantiene la promessa e stavolta è lui a scendere dalla scalinata con la parrucca bionda sulle note di 'C'è posta per te'. L'imitazione è perfetta, merito di un grande maestro come Fiorello, ma anche Ama come intrattenitore non scherza e insieme cantano 'Un mondo d'amore'. Veri mattatori, complici, sono loro i veri vincitori di questo Festival, tanto che la Rai gli ha già proposto il bis.

Tiziano Ferro e il monologo per i suoi 40 anni

"Non sono sbagliato. Nessuno lo è. Non accetto speculazioni sul tema. Non provateci nemmeno. Ho 40 anni ormai". E' dedicato ai 40 anni - che compirà tra pochi giorni, il 21 febbraio - il monologo con cui Tiziano Ferro introduce il brano 'Alla mia età', prima di eseguire un medley di tre suoi più grandi successi: 'Non me lo so spiegare', 'Ed ero contentissimo' e 'Per dirti ciao'. "Tra due settimane compio 40 anni - ha detto il cantante di Latina sul palco - A 40 anni, per la prima volta ho sognato Dio. Aveva il viso di un adolescente e mi diceva che ho strappato a morsi la vita che volevo. A 40 anni, ho scoperto che non voglio essere una persona alterata dal male. Dove l'arroganza urla, il silenzio elegantemente afferma". Poi un cenno ai genitori e all'amore: "A 40 anni ho imparato che non bisogna negarsi all'amore del padre e della madre, mai, né per orgoglio né per timore. L'amore è un lavoro lento e faticoso, fatto di mediazione e di pazienza. Basta ascoltare. A 40 anni so che nessuno può vedere quanto è bello l'amore se non condividi col mondo il tuo sorriso da innamorato", dice Tiziano.

"Ci ho messo 40 anni, ma adesso so che il brutto tempo non esiste. E' tutto un susseguirsi di stagioni. Solo questione di ripararsi o scoprirsi al momento giusto. A 40 anni guardo il mondo attraverso il filtro delle mie cicatrici. E grazie a loro curo le ferite che arriveranno. Ho 40 anni e voglio dire al mondo che nessuno dovrebbe mai decidere di vivere soffrendo. E nessuno dovrebbe mai voler morire". Perché, prosegue Tiziano, "subire non è una disgrazia, è una scelta. E la felicità non è un privilegio, è un diritto. A 40 anni penso proprio non ci sia bisogno di raccontare da che parte sto. La mia storia si scrive da sé. Maniacalmente innamorato delle persone, tutte. Estremista da sempre dalla parte dei deboli". E conclude: "Dio non commette errori. E non credo abbia iniziato il 21 febbraio 1980". Complimenti per la vita da campione.

Pelù cleptomane, Pinguini pomicioni come Achille Lauro, bentornata Elettra Lamborghini

Sono loro le performance migliori della serata. La tensione ormai è acqua passata e si vede, via libera al divertimento sul palco. Piero Pelù scende in platea e 'scippa' la borsetta a una signora, a riportargliela a fine esibizione è Amadeus. Non sono mancati i baci: attesissimo quello tra Achille Lauro, nei panni di Elisabetta I Tudor, al suo chitarrista Boss Doms, poi quello di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nuclerai a Mara Venier seduta in prima fila. Finalmente Elettra Lamborghini, ci ha messo una settimana a rompere il ghiaccio, ma alla fine eccola: balla e il resto scompare (anche il corpetto del succinto abito).

Biagio Antonacci a lume di candela

Momento romanticismo all'Ariston con Biagio Antonacci, che canta la sua 'Ti saprò aspettare' e poi regala un emozionante medley di alcune delle sue più famose hit: 'Iris', 'Quanto tempo e ancora', 'Liberatemi'. L'Ariston prima si illumina con le torce dei telefoni, poi esplode.

Standing ovation per Fiorello

Questo Festival non sarebbe stato così se non ci fosse stato il mio amico da 35 anni Fiorello. Lui ha illuminato il Festival" a dirlo è Amadeus, dopo aver ballato un lento con quella che è stata la spalla perfetta in questa settantesima edizione. A lui va l'omaggio dell'Ariston, che lo saluta con una standing ovation. 
 

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