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Bambina sbranata dal pitbull, dal processo emergono le prime verità

In aula i vicini di casa e gli esperti: prosegue il processo (per omicidio colposo) per la morte della piccola Victoria Zikaj di Flero

Sono passati ormai più di tre anni da quel giorno terribile: era il 17 settembre del 2017 quando nel cortile di casa, a Flero, la piccola Victoria Zikaj venne sbranata e uccisa dai cani di famiglia, una coppia di pitbull che vennero poi abbattuti dai carabinieri, nel tentativo di liberare la bimba. Niente da fare: Victoria era già morta. Aveva soltanto 13 mesi.

In questi giorni è ripreso il processo, che verrà riaggiornato il 27 settembre prossimo. La Procura indaga per omicidio colposo: nel fascicolo del pm Roberta Panico risultano iscritti nel registro degli indagati sia i genitori della bambina, il padre Egi Zikaj e la madre Olga De Luca, che il nonno Hasan, l'unico in casa al momento della brutale aggressione.

I pitbull giudicati aggressivi verso gli altri cani

Il nonno avrebbe cercato in ogni modo di liberare la bimba dalla morsa furiosa dei due cani, ma non vi riuscì rimanendo gravemente ferito (e ricoverato in ospedale). Probabilmente non si saprà mai il perché di quell'improvvisa aggressione. Secondo quanto ricostruito fino ad oggi, anche in tribunale, i due pitbull non si sarebbero mai mostrati aggressivi con gli esseri umani.

Diversa però la loro “condizione” verso altri animali: come testimoniato dai vicini, in più di un'occasione avrebbero aggredito e ferito altri cani. Ci sarebbe stato anche l'intervento di medici veterinari, inizialmente indagati: la loro posizione è stata però archiviata. In quel giorno terribile i cani sarebbero sfuggiti per pochi attimi al controllo del nonno: la mamma era fuori a fare la spesa, il papà era via per lavoro.

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