Giovedì, 16 Settembre 2021
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Influenza, vaccini in ritardo? E i bresciani vanno a comprarli in Veneto

Ats rassicura: ci saranno vaccini per tutti, e in tempo. Ma intanto a Desenzano e Sirmione c'è chi è pronto a varcare il confine e acquistarli in Veneto

San Polo: hub vaccini dell'ospedale Civile © Pizzocolo - Bresciatoday.it

La campagna vaccinale antinfluenzale ha preso ufficialmente il via anche in provincia di Brescia, con due settimane d'anticipo rispetto allo scorso anno (era il 4 novembre, stavolta il 19 ottobre), ma cresce la preoccupazione – come già denunciato dai farmacisti bresciani – per i ritardi e le presunte carenze di vaccini sul territorio lombardo. Tanto che, come scrive Bresciaoggi, a Desenzano e Sirmione e più in generale in tutto il Basso Garda, in tanti potrebbero decidere di sconfinare in Veneto, dove “i vaccini sono già arrivati e da novembre, con ricetta medica, potranno essere acquistati anche dai bresciani nelle farmacie di Peschiera”.

Arriva l'influenza: chi saranno i primi vaccinati

Questo è invece il “piano” dell'Ats di Brescia, l'Agenzia di tutela della salute, per la campagna vaccinale 2020/2021. I primi a partire saranno i medici di medicina generale, che inizieranno a vaccinare i pazienti fragili, ovvero i soggetti affetti dalle patologie che aumentano il rischio per complicanze da influenza.

Nel dettaglio, come da circolare del Ministero della Salute:

  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa l’asma grave, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e la broncopatia cronico ostruttiva-BPCO);
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite;
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con indice di massa corporea BMI >30);
  • insufficienza renale/surrenale cronica;
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;
  • tumori e in corso di trattamento chemioterapico;
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali;
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici;
  • patologie associate a un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari);
  • epatopatie croniche.

Come prosegue il "piano" di Ats Brescia

Dai primi di novembre partiranno le vaccinazioni per soggetti fragili ricoverati o seguiti ambulatoriarmente in ospedale e (presso i consultori familiari) le donne che si trovano in stato di gravidanza o in post-partum, oltre a quelle affidate ai pediatri di libera scelta e alle Rsa, Rsd e Css del territorio, che inizieranno a vaccinare i rispettivi ospiti. Dal 16 novembre la campagna vaccinale antinfluenzale proseguirà, con l'azione congiunta dei medici di base, pediatri e Asst, per tutte le altre categorie degli aventi diritto individuate dalla circolare del Ministero e dalla Regione. 

Le indicazioni delle autorità sanitarie

A fronte di un piano ben strutturato, per Ats non c'è da preoccuparsi. “Il picco dell'influenza stagionale – si legge in una nota – si è verificato tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio. Pertanto si ritiene utile rassicurare la popolazione interessata che, anche quest'anno, potrà organizzarsi senza fretta per sottoporsi alla vaccinazione tra i mesi di ottobre e dicembre, beneficiando così degli effetti di copertura del vaccino nel periodo di maggior diffusione dell'influenza”.

Attenzione però, spiegano ancora da Ats: “E' importante ricordare che la vaccinazione antinfluenzale protegge dai virus dell'influenza e non dai virus parainfluenzali o dai coronavirus. Non dimentichiamo, quindi, di continuare a rispettare le regole di distanziamento sociale, di indossare la mascherina e di lavarci spesso le mani”.

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