Terapie intensive, il documento dell'Iss: "Dare precedenza a chi può sopravvivere"

Le nuove regole: in situazioni di emergenza possono crearsi situazioni particolarmente gravi di squilibrio tra risorse disponibili e necessità, ed è indispensabile avere dei criteri di riferimento per operare scelte particolarmente difficili

Il documento che si trova sul sito dell'Istituto Superiore di Sanità si chiama “Decisioni per le cure intensive in caso di sproporzione tra necessità assistenziali e risorse disponibili in corso di pandemia da Covid-19" e spiega che in situazioni di emergenza possono crearsi situazioni particolarmente gravi di squilibrio tra risorse disponibili e necessità, ed è indispensabile avere dei criteri di riferimento per operare scelte particolarmente difficili. Traduzione: in rianimazione si dà la precedenza a chi può sopravvivere e l'età non è l'unico criterio da utilizzare. 

Terapie intensive, il documento dell'ISS: "Dare la precedenza a chi può sopravvivere"

Attualmente il documento prodotto dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) e dalla Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) e pubblicato nella sezione Buone pratiche di SNLG per la estrema rilevanza e l’attualità dell’argomento è in fase di consultazione pubblica. 

"La deontologia medica - scrive nell'introduzione nella nota introduttiva Carlo M. Petrini, direttore dell'Unità di Bioetica e presidente del Comitato etico dell'Iss - pone al centro la persona malata che il medico deve curare, privilegiando il criterio terapeutico. Esso prende in considerazione anche l'urgenza e la possibilità di riuscita. L'etica centrata sulla persona non trascura la dimensione sociale: in particolare, promuove l'equità, al fine che ogni paziente abbia uguali possibilità di accesso. L'etica centrata sulla persona, però, rifiuta di anteporre l'utilità sociale al bene della persona".

Il documento si basa sui principi etici e giuridici del diritto alla salute, di uguaglianza e pari dignità sociale, di solidarietà, universalità ed equità, di autodeterminazione. E indica gli elementi per la valutazione clinica della probabilità di successo del trattamento intensivo. Il documento - si ricorda - fa seguito alle 'Raccomandazioni di etica clinica per l'ammissione a trattamenti intensivi e per la loro sospensione' pubblicate dalla Siaarti il 6 marzo 2020, ed è frutto di una riflessione allargata ad altre componenti (giuridiche, medico-legali), nonché di una rivisitazione critica delle esperienze maturate sul campo durante la prima ondata della pandemia a livello italiano e internazionale, oltre che delle riflessioni deontologiche, etiche e bioetiche suscitate dalla pandemia.

Per le rianimazioni, spiegano gli anestesisti, significa accertare chi “potrà con più probabilità o con meno probabilità superare la condizione critica con il supporto delle cure intensive". L’età, dunque, non è di per sé un criterio sufficiente per stabilire chi può beneficiare delle terapie. Sono stati individuati anche tutti i parametri, sono dodici ora all’esame dell’Istituto di sanità, e tutte le possibili condizioni da seguire prima di arrivare alla scelta. Scelta che i medici, sempre nel caso di sovraffollamento, intendono sottoporre anche al paziente. In ogni caso dovrebbero essere rispettate le volontà nel caso il paziente abbia lasciato uno scritto o, in quel momento, informi il medico che lo sta assistendo.

Fonte: Today.it

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