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"In Lombardia la situazione è terribile. Ci resta acqua per 10 giorni, poi è finita"

Siccità estrema. É una corsa contro il tempo: "Se necessario dobbiamo prelevare più acqua dal lago d’Iseo, Idro e Garda, andando anche sotto i livelli minimi stabiliti"

La pianura lombarda è assetata come non mai: secondo i dati della rete di centraline del CML - Centro Meteo Lombardo, in oltre metà delle località di pianura dotate di pluviometri quest’anno non si sono raggiunti nemmeno i 150 mm di precipitazioni, ovvero meno di un terzo delle piogge cumulate che normalmente cadono tra gennaio e giugno. 

"La situazione più grave riguarda la pianura risicola, tra la provincia di Pavia e quella di Lodi – spiega Legambiente Lombardia –. Non va meglio sui rilievi appenninici dell’Oltrepò, dove i torrenti sono in secca e in diversi centri della Valle Staffora si sta iniziando a razionare la fornitura idrica. Ma ciò che è più grave è la assenza di rifornimento dai bacini alpini, che in questo periodo dovrebbero beneficiare ancora delle acque del disgelo: la neve quest’anno è invece da tempo scomparsa anche alle quote più alte, e con il caldo che spinge lo zero termico ad altitudini superiori ai 4000 metri, ciò che sta fondendo, con un anticipo di un mese e mezzo, sono le nevi e i ghiacci ormai non più ‘perenni’. In ogni caso si tratta di apporti largamente insufficienti a far fronte alla sete dei campi".

Secondo i dati periodicamente aggiornati da ARPA Lombardia, i bacini montani dei grandi fiumi da cui dipende la gran parte dei fabbisogni agricoli e industriali presentano un inedito deficit di precipitazioni: da inizio anno nel bacino montano dell’Adda sono caduti 270 mm di pioggia, è andata un po’ meglio nella catena orobica in cui mediamente si sono misurati 340 mm. "Per confronto – spiega ancora Legambiente –, negli ultimi 4 anni la precipitazione misurata nello stesso periodo dell’anno, era pari a circa 460 mm nel bacino dell’Adda e a 660 in quelli di Brembo e Serio. Complessivamente, da inizio anno si è accumulato un deficit pluviometrico nei bacini alpini valutabile in circa 4 miliardi di metri cubi d’acqua".

Una situazione che dire drammatica è poco, dato che nella nostra regione si rischia di perdere il 40% dei raccolti, stando alle ultime stime degli esperti. Sul caso è intervenuto anche l’assessore regionale all'Agricoltura Fabio Rolfi: "Non c’è quasi più acqua. D’accordo con Enel, A2A, Edison dagli invasi idroelettrici alpini verranno rilasciati a valle per le necessità dell’agricoltura, 5 milioni di metri cubi nei prossimi 10 giorni. Poi è finita", ha dichiarato al Corsera.

"La situazione è terribile, non solo nel Bresciano, dove tra Travagliato, Torbole, Trenzano non arriva acqua dalla seriola alimentata dall’Oglio e quindi i raccolti stanno morendo – ha poi aggiunto –. Se necessario dobbiamo prelevare più acqua dal lago d’Iseo, Idro e Garda, andando anche sotto i livelli minimi stabiliti. Tutti devono capire che se avremo meno raccolti avremo meno cibo, che costerà di più e aumenterà a sua volta l’inflazione. Già ci aspetta un autunno complicato, non andrei a esasperare ulteriormente la situazione". La Regione ha già annunciato che chiederà al governo lo stato di emergenza.

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