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Sabato, 2 Luglio 2022
Attualità

Siccità, mezza provincia in crisi: acqua con le autobotti in diversi Comuni

Dal Garda alla Valcamonica, passando per la Bassa e la Valtrompia: sono tanti i comuni bresciani che fanno i conti con la mancanza di acqua.

I fiumi e i laghi ai minimi storici, le sorgenti di alta montagna in esaurimento: anche nel Bresciano è emergenza siccità. E molti sono i comuni che da giorni fanno i conti con la costante diminuzione dell’acqua disponibile, ricorrendo alle autobotti per riempire le cisterne che alimentano gli acquedotti. Alcuni sindaci hanno già siglato le ordinanze per limitare il consumo dell’oro blu, altri lo faranno nei prossimi giorni.

L’estate è appena iniziata eppure la siccità è già estrema e la situazione allarmante: il ribasso dei giorni scorsi e quella registrata ieri alla chiusa di Pontelagoscuro (Fe) – solamente 180 metri cubi al secondo – sono il sintomo chiaro dell'estrema gravità idrica che sta colpendo l’intera area del Po. Nel Bresciano, intanto, osservati speciali sono anche i fiumi che scendono dalle valli. Il consorzio di bonifica del Chiese ha deciso che non verrà data più acqua agli agricoltori per le irrigazioni: la misura scatterà dal prossimo 30 giugno se prima non interverrà il Ministero della Transizione ecologica. È infatti necessaria una deroga all’utilizzo dell’acqua del lago di Idro: associazioni di categoria e Consorzio del Chiese hanno già scritto al Ministero lo scorso 27 marzo per chiedere di aumentare in modo drastico il deflusso dall'Eridio, ma – finora – ancora non è arrivata risposta.

I Comuni in sofferenza  

Il Lago di Garda resta al 60% della sua capacità di riempimento, ma alcuni Comuni del Benaco sono già in sofferenza. A Tremosine si stanno già razionando i consumi: fino al 15 settembre è vietato usare l’acqua per fini diversi da quelli alimentari e di igiene personale. In alcune frazioni di Gargnano si è già ricorsi alle autobotti per riempire le cisterne. Gardone Riviera e Tignale - fanno sapere da Acque Bresciane - sono osservati speciali.

Anche in Valtrompia si tengono sotto stretto monitoraggio le sorgenti a Collio: per ora la situazione è sotto controllo e solo in tre comuni – Lodrino, Bovegno e Caregno – si sta ricorrendo all’utilizzo delle autobotti per rimpinguare gli acquedotti. La sorgente "Fonte della Salute" a Gardone Val Trompia sta per esaurire la sua portata (un'ordinanza sindacale ha ridotto il suo impiego, per salvaguardarla).

Approvvigionamento con cisterne anche a Famea di Casto, a Valle Drane (Treviso Bresciano). Cisterne in sofferenza a Troleone di Idro e a Noffo di Pertica Alta. A Orzinuovi la falda di un pozzo si sta abbassando in modo significativo a causa della carenza di precipitazioni.

Allarme rosso

Più critica la situazione in Valcamonica, dove le sorgenti di alta montagna sono in esaurimento. I problemi maggiori si registrano a Piancogno: da mesi i rubinetti sono a secco nelle ore notturne, le autobotti dei vigili del fuoco riforniscono costantemente l’acquedotto e si fa arrivare l’acqua da Ossimo. Non solo: nei giorni scorsi dai rubinetti di alcune case è sgorgata acqua torbida. Per affrontare l’emergenza è stato convocato un consiglio comunale ad hoc, che si riunirà giovedì.

Problemi anche in alcune frazioni di Darfo Boario Terme: le misure adottate nei mesi scorsi per razionare i consumi non sono bastate e da qualche giorno è in vigore l’obbligo di bollire l’acqua prima di usarla. Il motivo? Visto il livello sempre più basso dell’acqua presente nelle vasche, si è deciso di integrare con approvvigionamenti in superficie.  

A Borno, da ormai diversi mesi, è in vigore l’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto per scopi diversi da quello alimentare e igienico-sanitario e si consiglia di bollirla prima dell’utilizzo.

Senza pace

La lista dei Comuni con carenza d'acqua è già lunghissima e, purtroppo, è destinata ad allungarsi. È persino difficile immaginare come si potrà affrontare l'intera estate se queste sono le condizioni di partenza, prima dell'arrivo (si spera) delle piogge autunnali. Dopo la pandemia, la guerra e la crisi economica derivata, è in arrivo un'altra gravissima emergenza.
 

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